Tra pochi giorni inizieremo a vedere le serrande dei negozi abbassate, con i cartelli “Chiuso per ferie” attaccati con lo scotch. Il traffico diventerà meno caotico fino ad essere quasi accettabile e le città ritorneranno ad essere, anche se per pochi giorni, vivibili.  E il settore del turismo dovrà fare i conti con un’annata che, aldilà delle tante affermazioni trionfalistiche di qualche operatore o, ancor di più, di un Ministro, registrerà un pesantissimo segno meno davanti a qualsiasi cifra lo seguirà. E, cosa gravissima, il meno sarà riferito ai risultati del 2009, anno in cui si pensava di aver toccato il fondo.

Quando abbiamo deciso di valutare l’effettiva esistenza della decantata “ripresa”, l’abbiamo fatto mettendo tre persone ai telefoni a contattare circa un migliaio di agenzie italiane chiedendo loro di fornirci la reale situazione delle vendite: pochissimi dichiaravano un miglioramento, pochi un andamento pari al 2009, moltissimi dichiaravano di non aver mai visto le agenzie così vuote. Idem dicasi per i tour operator, ufficialmente impegnati a raccontare dei loro successi ma pronti – in camera caritatisa piangere su risultati che “peggio di così si muore”.

Lo diciamo da tempo e lo ripetiamo ancora: i risultati sono negativi, e continueranno a peggiorare se la nostra categoria non prenderà coscienza del ormai avvenuto fallimento del nostro sistema.

Riflettiamo, e chiediamoci con sincerità se, qualora fossimo noi “clienti” e non fornitori dell’attuale sistema turistico, proveremmo fiducia e desiderio di appoggiarci alle agenzie di viaggio e ai tour operator. Chiediamoci se ci sentiremmo tutelati dalle Leggi e dalle inclinazioni dei mercanti delle vacanze. Chiediamoci – dopo aver risposto alle prime domande – se non ci rivolgeremmo ad altri canali o se non tenteremmo il “fai da te” pur di evitare i nostri negozi e i nostri fornitori.

Io, assumendomi la responsabilità di ciò che scrivo, sarei il primo a farlo.

La maggior parte degli operatori e degli agenti di viaggio ha perso di vista l’obiettivo primario che consiste nella soddisfazione del cliente, di quel cliente che viene regolarmente imbrogliato con adeguamenti sul carburante o sulle valute più falsi di Giuda, di quel cliente che, spesso, trova davanti a se agenti di viaggio che non conoscono le regole, che non conoscono il mercato e che, addirittura, non conoscono la geografia, di quel cliente che deve “accontentarsi” di ciò che passa un convento che, purtroppo, non ha più alcun santo su cui fare affidamento.

In parole povere, dopo la politica anche il turismo deve porre all’ordine del giorno - e al primo punto -  la cosiddetta questione morale, ovvero se sia ancora possibile gestire un sistema dove esistono solo parti in costante contrapposizione e dove le necessarie intese, utili a riassegnare dignità e serietà al settore, vengono metodicamente evitate.

E’ necessario far chiarezza su quelle prese in giro che sono il Fondo di Garanzia, la vigilanza degli Enti pubblici, le assicurazioni.  E’ necessario che il Governo intervenga non per garantire il lettino in spiaggia a Fido Bau ma per varare norme severissime nei confronti di chi non garantisce il lettino – pagato – al cliente, al consumatore.

E’ necessario che le Asso Consumo abbandonino le posizioni da “primo piano in TV” e scendano in campo insieme alle Associazioni di Categoria che – concretamente e non per dar voce politica ad una qualunque Confederazione – vogliono un cambiamento che garantisca continuità a questo lavoro.

Ma, soprattutto, è necessario che le imprese turistiche mettano sul tavolo progetti seri e di lunga durata, non semplici spot estivi privi di utilità. E, tra le imprese turistiche, oggi Autotutela chiama a raccolta gli agenti di viaggio perché venga proprio da loro il primo, forte segnale.

L’anno è ormai quello che vediamo e, probabilmente, le nostre file si assottiglieranno entro la fine dell’anno, sia per sfiducia che per impossibilità a continuare in questa attività. A chi resta, chiedo di farsi carico di lavorare per un cambiamento che ci ponga nella posizione di proporre, anziché subire. In caso contrario, entro pochi anni, il viaggiatore troverà soggetti alternativi più determinati e qualificati di noi, sostituendoci e dimenticandoci senza alcun rimpianto.

Cordiali saluti e, se si può ancora dire, buon lavoro

Fulvio AVATANEO – Presidente Nazionale di Autotutela

62 COMMENTS

  1. “Lavorare per un cambiamento che ci ponga nella posizione di proporre, anziché subire” è un passaggio kiave ke emerge dalla mia lettura dell’articolo e un auspicio ke condivido in pieno per la sopravvivenza dell’intera categoria degli adv…

    Sul ruolo e l’operato della politica poi…altro bel passaggio kiave…
    ” Fondo di Garanzia, la vigilanza degli Enti pubblici, le assicurazioni” se è vero come è vero ke “è necessario che il Governo intervenga non per garantire il lettino in spiaggia a Fido Bau ma per varare norme severissime nei confronti di chi non garantisce il lettino – pagato – al cliente, al consumatore.”…ho perso proprio ogni speranza, è una classe politica AUTOREFERENZIALE, INCOMPETENTE (almeno rispetto alle proprie nomine), e SOPRATTUTTO IMMORALE (ovvero priva di CUORE e PASSIONE)…

    …fors è vero l’adagio ke nel Paese de “io speriamo ke me la cavo” è vero il vekkio adagio “OGNUNO HA IL GOVERNO KE SI MERITA”… così ti spieghi perchè in Scandinavia un Ministro si dimette perchè scambia sul cellulare messaggi hard mentre da noi…lasciamo stare e suoniamo il de profundis.

    Grz

  2. Questa è la realtà che molti, moltissimI non vogliono vedere simo come i genitori che si ritrovano il figlio nei guai e dicono “mio figlio non centra è tutta colpa degli amici”.

    Per iniziare servono poche cose a mio avviso:
    Prezzi omnicomprensivi, meno pagliacciate dei T.O. nel far uscire offerte tappabuchi che i buchi poi li fanno nei bilanci( in un periodo come questo servirebbero pure garanzie, fiejussini dai T.O.per poterli vendere ).
    Controlli delle provincie sull’abusivismo e denuncia delle ADV nei confronti dei chi non vigila o anche della nonnetta che arrotonda di non poco la pensione.
    Ignorare quei t.o. che non pagano giustamente il nostro lavoro.

  3. Considerazioni e pensieri di tutto rispetto..ebbene si . Si cambia anche nel mondo del turismo. Cambiano i tempi, cambiano i sistemi ed i meccanismi di distribuzione. Cambiano i metodi e cambiano anche le persone. E poi arriva la crisi, porca miseria questa non ci voleva proprio – non ci fosse stata la crisi….
    Qualcuno mi può cortesemente spiegare perché la gente s’incazza per l’adeguamento carburante (avete letto bene ho scritto adeguamento carburante) e non insulta invece che gli vende una mezza minerale ad 1 euro?? E non si lamentiamo con chi ci i fa il pieno di benzina..ahhh no scusate ci sono i distributori automatici! Cosa possiamo fare? Lamentarci con una “macchina”? mica siamo scemi- Mistero….grande mistero… Grandi! Siamo grandi! Ed io per prima ovviamente ….. Vogliamo parlare di chi prenota on.line la casa dei sogni e poi va in agenzia a prendere il volo perché da solo in Internet non l’ha trovato? Ecco il problema Signori miei. Oggi diamo tutto …basta vendere. E se invece provassimo a dire di no? Provassimo a dire “mi spiace Signore se vuole le vacanze da me deve prendere il pacchetto completo non solo una parte…Non siamo coraggiosi ecco – non è solo il sistema che è cambiato; siamo cambiati anche noi. E come facciamo ora? Ma come fanno a lavorare quelle agenzie “coraggiose” che dicono di no alla gente…perché ci sono e non sono neanche così poche. Dimenticavo ci sono anche quelli che vendono i pacchetti on.line….porca miseria quasi mi dimentico. Cosa possiamo fare allora? Niente ! Piangiamoci un po’ addosso…svegliaaaaaaaaaaaa Signori svegliaaaaaaaaaa. Stiamo facendo il gioco sbagliato. Impariamo a vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto e smettiamola di piangerci addosso. Io onestamente tra tutti i comitati, giurie e giudici quello che meno sopporto è quello che difende il cliente in ogni caso e ad ogni costo anche quando è sicuro che il cliente ha torto. Ecco chi mi fa incavolare. Voglio raccontarvi un aneddoto: nei miei passati trascorsi di banconista un giorno mi ritrovai in ufficio un mio cliente che con fare minaccioso mi raccontava che le sue vacanze non erano per niente andate bene. E sapete perché? Perché nel villaggio in cui era stato avevano fatto solo 2 volte in una settimana il pesce fritto come piaceva a lui e allora??? Beh una lettera di lamentela al t.o. si ha da fare mi disse—-con tanto di richiesta di rimborso perché della sua quota versata mica aveva mangiato tutto quello per cui aveva pagato ……non ridete se ne avete il coraggio! Ma secondo voi la lettera l’ho mandata al t.o.? l’avrei fatta solo per lasciare loro un “dolce ricordo” tra i tanti che ricevono…..perchè sono tanti quelli che scrivono e fanno scrivere per niente credetemi..! Certo che dobbiamo cambiare o perlomeno tentare di cambiare i sistemi…però prima pensiamo bene a cosa e chi cambiare. La crisi c’è in ogni settore oramai ma non è parlando sempre di crisi che la si supera. Certo che dobbiamo pretendere che gli organi competenti si facciano carico e che rispettino il nostro settore tanto e quanto (o forse di +) lo fanno con altri. E che siamo noi? Quisquiglia? Siamo passati dalla guerra del Golfo agli attentati, dagli uragani alle Torri gemelle, dagli tsunami ai terremoti…cosa volete che sia una crisi??? Non molliamo ora..non facciamoci prendere dallo sconforto. Uniamo le forze e pretendiamo ciò che è nostro di diritto. Solo così potremo uscirne vincenti.
    Grazie per il Vostro tempo – Cordialità e stima.

  4. X LORY
    ====================================================
    mi trovo perfettamente in accordo con tutto quanto dici.
    Ma cosa fai quando hai un adv, non so di 25-30 anni, hai fatto sempre il tuo lavoro con la massima perizia, dedizione e passione, e poi ti si apre di fianco “l’imprenditore” d’assalto che svende, svende e svende con l’unico obiettivo di levarti traffico? E quando seppur il famigerato “imprenditore” d’assalto cambia di anno in anno, perchè non si campa senza lucrare. Ed invece di diminuire questi benedetti “imprenditori” d’assalto, tutti piccoli Soros speculatori dell’ultima ora, crescono di numero in maniera vertiginosa; quando ormai i cataloghi dei tour operator servono solo da zeppa per il tavolo che traballa, quando i fornitori istituzionali vanno verso la politica della renumerazione zero: cosa fai? Proposte serie del tipo farsi pagare i preventivi, sono cose da “grandi”. L’ottusa soddisfazione di ridurre il costo del pacchetto, per la sola soddisfazione di toglierti il cliente, significa che non siamo un settore coeso, capace di fare “Sistema”. Ed il Sistema in un settore di servizi, di prodotti fatti di persone, è fondamentale. Oggi invece sempre di più il nostro è settore da “hobby”, da seconda o terza attività, da chi non saprebbe cosa fare altrimenti, da mogli annoiate di professionisti (con tutto il rispetto). Ma non è il caso di fare un’analisi? Per parafrafare lo spot di un noto TO nazionale: LA VACANZA E’ UNA COSA SERIA.
    Tutto l’ottimismo di questo monda, ma…….
    Con affetto
    Angelo

  5. L’analisi di Avataneo, tocca tutte le note dolenti del problema con grande incisività. Le difficoltà economiche delle famiglie hanno pesato parecchio sul calo delle vendite, superiori al 2009, però è vero che il sistema è allo sbando. Non è tanto la sfiducia nella qualità del prodotto, perchè ci sono ancora agenti che sanno consigliare e T.O. che lavorano con senso di responsabilità, il danno più grave deriva dall’eccesso di offerta che determina una corsa al ribasso sia per i T.o. che per le agenzie, per cui il cliente non sa più dare un valore reale al viaggio e a valutare la differenza di qualità tra i vari prodotti. Mai come quest’anno per noi agenti l’imperativo è vendere a qualunque costo e il punto in più di commissione è determinante e il risultato non sempre è soddisfacente per l’utente finale. L’unico rimedio è la scrematura su tutta la filiera che avverrà in modo naturale ad ottobre, massima divulgazione nel denunciare e isolare i disonesti, prezzi chiari, massimo controllo da parte delle Autorità sulle vendite sottocosto e sugli abusivi, fondo di garanzia ma solo per i casi di effettivo disagio e non per gli acquisti imprudenti, rivalutazione della funzione delle agenzie in termini non solo di qualità, ma anche di sicurezza. Basta con l’elogio del fai da te operato dai media e delle proteste in Tv dove l’utente DEVE avere sempre e comunque ragione. Vogliamo far capire che siamo gente che lavora e non dei ladri e dei truffatori?

  6. sono di un piccolo TOUR OPERATOR e condivido quasi tutto. Voglio solo dire che il mercato è stato ed è rovinato dai grossi network e dai grossi T.O. (che poi sono anche quelli che hanno fatto buchi di milioni di euro mentre noi dobbiamo lavorare con mezzi ridicoli al confronto, eppure lo facciamo in modo serio). Spiegherò in che modo appena avrò raccolto tutti i dati che serviranno ad aprire gli occhi sia agli agenti di viaggio onesti sia a chi viaggia.
    Dico solo che dopo 30 anni che lavoro nel turismo ora sono ormai disgustato da tutto il sistema turismo in Italia dove
    i furbi la fanno da padrone…La questione morale andrebbe posta al centro dell’attenzione a costo di ribaltare tutto il sistema… Vi sono leggi regionali che
    addirittura favoriscono l’abusivismo alla faccia di chi rispetta le leggi, paga polizze assicurative, direttori tecnici etc… Il sistema turistico italiano non troverebbe
    alcuna possibilità di esistere in Germania, in Francia o in Inghilterra dove le regole contanto ancora qualcosa e dove è possibile ottenere giustizia in poco tempo. In Italia conta solo il business, e la soddisfazione del cliente viene all’ultimo posto mentre dovrebbe essere al primo…

  7. X CICCIO
    Lo so, so perfettamente cosa intendi. La differenza? che tu sicuramente sei un professionista e dall’altra parte c’è chi arranca. Una volta mi hanno detto che se fai sconto ad un cliente è comunque un cliente perso perchè ci sarà sempre quello che gli farà un cent in più di te. Quindi? s’arrangino. Sai a quanti ho detto di andare a quel paese perchè mi facevano vedere preventivo con sconti? Mica si lavora per la patria. E poi scusa che imprenditori sono? gli imprenditori lavorano per guadagnare non per pareggire o perdere. Mi pare che le aziende che vivano di sconti non se la passino tanto bene anzi mi sa che ultimamente riecano a vendere solo se svendono. O sbaglio?
    Contraccambio l’affetto ed aggiungo un abbraccio.

  8. Io e il mio compagno avevamo un’agenzia viaggi, la gente ci volevano bene e tutti nel nostro paesino consigliavano di prenotare da noi! Tutto questo però non è bastato, abbiamo dovuto vendere a aprile perchè le spese erano troppe e le pratiche troppo poche sopratutto di inverno!
    Il nostro lavoro ci piaceva moltissimo! Ma adesso cosa ci rimane? Solo la ricerca di un nuovo lavoro!

    Scusate lo sfogo!

  9. Caro Fulvio, avendo avuto modo di confrontarmi direttamente con te in diverse occasioni, non resto assolutamente meravigliato di questa tua analisi che rispecchia fedelmente la nostra attuale situazione…in altri tempi, in questo periodo (ricordiamocelo è il 26 luglio)non avremmo avuto neanche un minuto per leggere e per rispondere, oggi chiudo l’agenzia alle 19 in punto e torno a casa senza accusare stanchezza, segno della scarsa inattività (forse ne sto guadagnando di salute e anche la mia ipertensione ne trae giovamento!!!)però è veramente sconcertante quello che sta succedendo: sbragamento di prezzo, viaggi venduti stile roulette o win for life, offerte agenti di viaggi ad agosto, tour operators che non ti mandano i documenti se mancano anche solo 20 euro per il saldo della pratica e tante altre incongruenze e assurdità di questo nostro settore. Stiamo pagando tutti, bravi e meno bravi, e come dice Fulvio, la manifestazione più evidente ci viene data da una grossa fetta di potenziale mercato che sempre più si allontana da noi e così la torta si stringe sempre di più e ci dobbiamo tenere stretti, quasi sotto sequestro di persona, tutti i clienti che ci restano fedeli e contnuano a credere in noi. Per quanto mi riguarda mi chiedo ogni giorno quale possa essere la formula magica per uscirne fuori e chissa se almeno il mago Silvan la troverebbe… che fare? per ora non ho altra alternativa che continuare ad operare così come ho fatto sino ad oggi, con estrema professionalità, serietà, rispetto del cliente, umiltà nel continuare ad apprendere e migliorare l’approccio con il pubblico, formazione su me stesso e ovviamente una grande ed inesauribile positività e direi anche un sano egoismo nell’andare avanti sulla mia strada, annoiato di tante inutili parole che ho sentito in questi lunghi anni

  10. in qualitá di albergatore all´estero (capitale europea), preferivo il sistema delle agenzie anche se completamente sparite dai nostri canali a causa del calo assurdo delle richieste, nonostante un incremento degli arrivi. Tra poco la crisi toccherá anche i portali web che non fanno altro che scannarsi per 1 – 2 euro di differenza a notte a persona…penalizzando ovviamente tutti gli alberghi.

  11. Ma come siamo in crisi anche noi? Ma se il nostro Ministro non più tardi di 10 giorni fa al nostro telegiornale generalista ha detto l’esatto contrario. Chi glielo comunica che non è così? Ho pensato che solo la mia agenzia ha una flessione col segno meno. Per favore qualcuno l’avverta subito altrimenti ci troviamo innondati da bonus vacanze… da tristi autarchie con spot ridicoli…
    Comunque sono in perfetta sintonia con l’articolo. Facciamo qualcosa tutti insieme per migliorare il nostro settore.Grazie

  12. DA WALTER AD AUTOTUTELA
    =======================

    Caro Fulvio,
    leggo sui giornali di oggi le ultime sui Viaggi del Ventaglio, di cui viene dichiarato il fallimento. Potremmo anche tirare dritto senza batter ciglio ma forse, per una volta, vale la pena di posare la penna e fermarsi un attimo a riflettere. Ma prima ancora di avviare questa riflessione voglio dirti che questa notizia per me è motivo di tristezza, perché un’altro dei gentiluomini pionieri del turismo, Bruno Colombo, esce dalla scena. Per chi vive questo settore da 40 anni è difficile osservare questi sviluppi e leggere gli articoli giornalistici (figli della consueta disinformazione) senza andare con il pensiero e con nostalgia a quegli imprenditori come Franco Rosso, Stefano Chiaraviglio, Federico Isoardi e molti altri che hanno precorso i tempi dando la possibilità a molti
    di apprezzare quelle emozioni di viaggio che rappresentavano la loro personale spinta entusiastica e nonsolo un business.
    ===
    Ma torniamo alla nostra riflessione: da qualche tempo assistiamo ad una moria di marchi che hanno rappresentato il turismo organizzato degli ultimi decenni, intorno alla quale si celebra una più vasta ma meno evidente moria di piccole imprese e di agenzie di viaggio. Mentre questa vicenda si consuma tutti gli altri stanno a guardare, sperando di sopravvivere un po’ più a lungo.
    ===
    La crisi economica e finanziaria che stiamo subendo potrebbe giustificare agli occhi di molti questi
    accadimenti, ma sappiamo bene che ciò non corrisponde alla realtà, la verità è che questo settore si presentava già al momento delle prime avvisaglie di crisi in disastrose condizioni di salute. Condizioni in parte proprie di un’area imprenditoriale caratterizzata da elevati rischi e margini modestissimi, perché da sempre si investe e programma come il viticoltore, che lavora un anno intero sperando non grandini e poi all’improvviso si deve riconvertire il tutto a causa di un conflitto, un uragano, disordini, epidemie e quant’altro.
    ===
    Ma la situazione si è specialmente aggravata dalla legittimazione di nuove regole del mercato del lavoro e dei mercati finanziari. La formazione degli addetti e dei dirigenti del turismo un tempo passava attraverso un serio percorso che conferiva a ciascuno le dovute competenze. I mercati finanziari un tempo proponevano agli investitori aziende solide valorizzate in misura pressoché commisurata al valore reale.
    ===
    Nel turismo abbiamo assistito, in pochi anni, ad una crescita del tessuto agenziale che è passato da circa 5.000 agenzie (ai tempi in cui l’economia tirava) a circa 13.000 in un’epoca di crisi. Il numero dei tour operator è indecifrabile ma forse il ruolo stesso è ormai estremamente confuso nel proliferare di aziende che fanno editoria telematica occupandosi incidentalmente di turismo (banane o Indonesia cambia poco).
    ===
    Le compagnie aeree che negli anni ‘60 erano la “noblesse” della filiera oggi sopravvivono o risorgono dalle proprie ceneri. Il mercato del lavoro è degenerato, mentre le ultime barricate sindacali difendevano i diritti acquisiti di quattro gatti si è passati a tecniche corsare di reclutamento di giovani che, in cambio di un investimento di qualche decina di migliaia di euro, possono accedere a questo o quell’allegro mestiere e ricavarne qualche bilancio in rosso prima di tornare a farsi sostenere da genitori o nonni, perché di trovare un lavoro vero non se ne parla. In ultimo, i mercati finanziari si prodigano a quotare in borsa qualunque fenomeno di moda (tanto poi pagano altri), le banche tengono sotto la tenda ad ossigeno dei quasi cadaveri (per non scrivere le perdite nei libri) e la stampa di settore recita il solito “tutto va ben”.
    D’altro canto, così come nel mercato alimentare una ventina di anni addietro fu necessario passare attraverso il vino al metanolo prima modificare le abitudini di consumo, anche nel turismo si dovrà passare attraverso la purga di migliaia di consumatori bidonati, perché l’illusione del “last minute” e del “su internet costa la metà” si infrangerà presto sul cliente e pian piano (si spera) torneremo ad avere meno operatori, meno clienti e a vendere prodotti di qualità almeno discreta.
    ===
    Spero che vorrai utilizzare questo spunto come un seme, per promuovere attraverso il tuo pungente sito un interrogativo: da dove cominciare per cambiare questa tendenza? Dalla competenza? Dall’etica? Dalla serietà?
    Cari saluti
    Walter

  13. per WALTER
    RIFLESSIONE PERFETTA…PER RICOMINCIARE E’ STATO DETTO TUTTO NELLE ULTIME TRE PAROLE…COMPETENZA ..ETICA E SERIETA’…DI COLPO SPARIRANNO 7000 AGENZIE, SORRY, PUNTI VENDITA……ED OPERATORI CON RAGIONI SOCIETARIE TIPO SRL, ANCHE COLUMBUS CON 300 DIPENDENTI E’ UNA SRL…E’ MAI POSSIBILE?…SONO DA 34 ANNI NEL MONDO DEL TURISMO ED UNA DECINA D’ANNI FA, SE CI RICORDIAMO BENE, PER IL SIG COLOMBO LE AGENZIE INDIVIDUALI COME LA NOSTRA SAREBBERO STATE SPAZZATE VIA DALLA SUA LOGICA IMPRENDITORIALE,,,IN PRATICA DISSE CHE NON CAPIVAMO NIENTE…..IL FUTURO ERA NELLA FILIERA CHE LUI AVREBBE GESTITO, DAL VOLO AL PRODOTTO ALLA RETE DI VENDITA CON CHIARAMENTE LE SUE LOGICHE, QUELLE DEL COLOMBO. IL RISULTATO E’ STATO QUELLO DI CREARE DISTORSIONI DI MERCATO E RIDUZIONI DI MARGINI….MA ORMAI LUI AVEVA QUOTATO IN BORSA E SCUSATEMI I C….SONO RIMASTI AGLI ALTRI. GLI ESEMPI DI FRANCOROSSO E ISOARDI SONO STATI DIFFERENTI…NEL MOMENTO DI DIFFICOLTA’ HANNO PREFERITO VEDERE I LORO MARCHI VIVERE, PASSARE LA MANO MA DARE NUOVA LINFA…. SONO INOLTRE VICINO A CHI PERDE IL POSTO DI LAVORO, MA E’ CHIARO CHE OGNI AGENZIA CHE CHIUDE PERDE DUE O TRE PERSONE CHE MOLTIPLICATE PER IL NUMERO DI AGENZIE FA MOLTE MIGLIAIA, MA NESSUNO SCRIVE APPELLI

  14. Buongiorno a tutti quelli che leggono questo Forum,
    mi associo alla lettera aperta del collega prima che Presidente di Autotutela e della descrizione del collega Walter sull’andamento del comparto turistico nell’attuale periodo.
    =======
    Riflettendo sull’attuale sistema non mi sento di dare la colpa al periodo di crisi e congiuntura, la colpa è mia e di molti altri colleghi che, fanno questo mestiere per scelta e per passione, e quando si voleva mettere in proprio, per avere la licenza doveva dimostrare tra le altre richieste burocratiche, anche quella che aveva lavorato con qualifica appropriata per almeno cinque anni consecutivi, presso un Agenzia di Viaggio, una Compagnia Aerea o Marittima, solo allora poteva sperare di mettersi in proprio.
    Non abbiamo fatto nulla quando la legge è stata modificata, non abbiamo fatto nulla per far capire a chi siede nelle poltrone del comando, quali danni avrebbero causato nella liberalizzazione del settore, dove senza più ostacoli alla prima pioggerellina, ci sarebbero state valanghe e smottamenti, proprio come succede in montagna a causa del continuo sboscamento.
    =======
    Un grande aiuto è stato dato dalla nostra mancata visione e menefreghismo totale sul cambiamento generale che, paragonandolo al piccolo orticello, non abbiamo fatto nulla allo spuntare delle prime erbe cattive, e quando l’erba cattiva ha superato la coltura buona, non siamo più stati in grado di raccoglierne i frutti.
    =======
    La crisi del turismo è iniziata con l’inserimento di alcuni personaggi che hanno stravolto il settore trasformandolo da turismo in finanza, però le persone che viaggiano, non sono cedole azionarie, sono individui che hanno a cuore la propria famiglia, il proprio lavoro e le proprie vacanze, e a loro poco importa dell’economia e della finanziaria turistica, loro vogliono stare bene e sopratutto ottenere servizi efficienti, voli puntuali, cibo valido in cambio di ciò che hanno pagato, non mi sembra nulla di strano in tutto ciò.
    =======
    I maghi della turistik-finanza, sono stati in grado di arrecare danni irreparabili a tutti quanti, sia viaggiatori sia addetti del settore, i primi li hanno abituati ad ottenere prodotti in svendita a prezzi non logici, motivando le loro operazioni di svendita da obblighi di recupero derivati da investimenti sbagliati, i secondi li hanno costretti a farsi la guerra inseguendo di fatto il prezzo e non il prodotto, avendo in ciò il terreno fertile dagli improvvisati agenti che tutto hanno meno che la cognizione di chi lavora a percentuale, in cui la logica dice che il prodotto meno costoso produce anche una provvigione meno remunerativa, e per raggiungere gli obiettivi di bilancio, bisogna raddoppiare se non triplicare le vendite.
    =======
    Abbiamo altresì perso molto tempo a guardarci intorno e sperare che internet non ci facesse troppo male, non abbiamo fatto nulla per trovare soluzioni di alleanze, cercando accordi e sponsorizzazioni per creare un qualcosa da utilizzare i nostri portali, anziché farci le battaglie avendo sbagliato addirittura il nemico, il collega non è mai un nemico, ma potrebbe essere una grande forza se coesa.
    =======
    Termino con una frase di un mio professore di Marketing che diceva:
    .
    “Se sei seduto su una sedia, nessuno si potrà sedere al tuo posto”
    .
    Quindi non possiamo lamentarci, se altri hanno occupato posti della filiera, sono posti che noi stessi non siamo stati in grado di occupare per pigrizia, per supponenza o peggio per incapacità.

    Buona continuità di stagione

    Gino by Rodisphera

  15. Sono d’accordo con Gino. Per anni, e non solo nel turismo, noi consumatori siamo stati convinti di poter chiedere sempre di più ad un prezzo sempre più basso. I caraibi a 500 Euro non sono molto diversi dalle ciabatte a 1 Euro, basta non farsi troppe domande sul cosa ci sia dietro. E quelle domande abbiamo imparate a non farcele, anzi abbiamo perso il significato del valore delle cose, qualcuno sa quanto costa far volare un aereo e cosa ci sia dietro i prezzi bassi di qualche compagnia low cost? Non importa, fin che posso viaggiare con una manciata di Euro. Gli ADV hanno finito per essere stritolati in questa frenetica corsa verso l’offerta e verso il prezzo più basso, al pari dei piccoli negozi, travolti dalla grande distribuzione e dalle bancarelle di cinesate.

    Io spero che questa tendenza si possa in qualche modo invertire, e si torni ad essere consapevoli del fatto che le cose hanno un valore e che non potersi permettere certe cose non è un dramma. Anche perchè in caso contrario prima o poi finiremo per farne le spese tutti, anche quelli che si sentono al sicuro. Quanti tra i lavoratori dipendenti che viaggiano con una nota compagnia low cost accetterebbero di lavorare con le stesse regole contrattuali. Io ho fatto la domanda ad un insegnante, e vi lascio immaginare la risposta.

  16. Anchio condivido l’articolo del Sig.Avataneo, però io personalmente nella mia piccola-media agenzia non vedo tutte queste difficoltà.
    Si è vero cè la crisi, la corsa all’offerta, fallimentti di Tour Operator, il Web.. ecc ecc ma sono cose che cerano anche nel 2005 quando ho aperto.
    Io penso semplicemente una cosa.. è vero ci sono tutti questi problemi.. ma è vero che ci sono ancora i clienti che viaggiano! io personalmente mi muovo tutti i giorni per pescare i clienti e vi dico che ce ne sono!! bisogna essere bravi a prenderseli!
    per come la vedo io tante agenzie di viaggi sono vecchie (con tutto il rispetto) e hanno ancora la mentalità che cera prima di aspettare il cliente in agenzia.. e quelle nuove invece sono fatte di ragazzine o gente inesperta.
    Io ho 30 anni e mi muovo sul mercato come un agente di commercio, come una qualsiasi rappresentante che ogni giorno è in cerca di clienti.. e vi dico che la mia agenzia è sempre piena! lavoro sempre benissimo e non mi lamento!
    perchè ripeto i clienti ci sono! li trovi al bar.. al supermercato.. in palestra.. tutti poi in questo periodo parlano di viaggi!
    ovviamente parlo per la mia zona e la mia realtà.. ma alla fine è quella che mi interessa.. i numeri nazionali peccato però pace che se li tengano.. io guardo il mio!
    Coraggio gente andate a vendere!

  17. X SIMONE,
    non so come ringraziarti.
    Anche se nella mia riflessione, nemmeno io mi sono lamentato, lo sai che non ci avevo ancora pensato?
    E’ proprio vero nella vita non si finisce mai di imparare e seguirò sicuramente il tuo invito, stasera appena esco dall’ufficio mi butto dentro un supermercato, almeno li fa fresco, e mentre mi prendo l’aperitivo al bar farò in modo che sia quello della palestra, tanto per per snellire i tempi.

    Ciao
    Gino by Rodisphera

  18. io ho aperto il computer ed ho trovato 7 clienti li’, e’ vero bisogna cercarli i clienti, meno male che c’e’ chi ogni tanto ce lo ricorda…..vi ricordate negli anni 70 il BALLO DI SIMONE….era un tormentone

  19. Grazie a tutti per l’ironia.
    Io non voglio illuminare nessuno.
    Ho solo voluto portare la mia testimonianza.. ovvero che nonostante tutto quello che si dice io lavoro tantissimo.
    Quindi non vedo tutto questo disfattismo.
    io in 5 anni sono sempre cresciuto, anche l’anno scorso. per cui non mi lamento. e sono convinto che lavorerò bene ancora per i prossimi 10-15 anni perchè di gente che prenota in agenzia, almeno qui da me, ce nè tantissima
    Poi sul fatto di prendere i clienti quelle son tecniche di vendita.. ognuno fa quello che crede meglio..
    cmq io volevo solo dire CHE PER ME IL LAVORO Cè!

    se qualcuno di voi va male mi dispiace.. cambiate lavoro!

  20. Ci sarà anche ironia, mi sembra però che siamo alle solite.
    Il mio orticello ora è bello verde, quindi chi se ne frega di lottare con gli altri per il futuro!!

  21. Ciao Simone, mi chiedevo in quanti siete a lavorare nella tua agenzia…perchè nel mio caso siamo in 2 ( anzi a volte solo io ) ed a me riesce difficile andare a girare e mantenere l’agenzia aperta allo stesso tempo. Ovvio se siete di più…vendi più leasure o business?
    GRazie ciao!

  22. siamo in due. io e una banconista.
    Ma cmq non è che giro tutto il giorno, anzi son quasi sempre in agenzia.
    è una cosa generale, che ho sempre le antenne rizzate per prendere clienti in qualsiasi posto mi trovo appena sento parlare di vacanze. poi non mi lascio scappare nemmeno uno di quelli che entrano.. li tiro matti diciamo! non so nemmeno come spiegare qui.. diciamo che sono molto convincente! anche quando ero nel network non si spiegavano come potessi vendere sempre cosi tanto.. sarà che ho sempre fatto il venditore e da quando ho l’agenzia ho unito la mia esperienza di vendita alla mia passione per i viaggi e ne è uscito il mio lavoro perfetto!
    la mia agenzia è in prov di bergamo

  23. Una domanda diretta ed onesta. Eticamente senti l’esigenza di sconsigliare oltre che consigliare i tuoi clienti rispetto a certe loro scelte o a scelte fatte insieme con te??

  24. x luciano:
    non ho capito molto la domanda.. cmq non ho problemi a sconsigliare le scelte dei clienti e anche le mie.. gioco sempre la carta della sincerità. onestà prima di tutto.
    il lavoro fatto bene paga sempre.
    magari un cliente non prenota quest’anno ma si ricorda di te e viene l’anno prossimo. ma queste cose le sapete già!

  25. x sandro marra:
    vendo solo leasure e solo individuali!
    niente gruppi e niente aziende.
    i gruppi li odio, troppa guerra (specialmente qui a bg) e troppo stress con sti capigruppo mezzi mafiosi
    le ditte le odio perchè poi rischi che non ti paganoe e ti tirano matto con mille cambi
    io sempre e solo individuali. ormai è il mio dna.
    e sai cosa vuol dire costruire un buon fatturato pratica per pratica…

  26. Per simone, quello che mi colpisce molto nelle tue parole è l’entusiasmo che ne esce e spero che manterrai questo entusiasmo e passione nel corso del tempo, mi rivedo io all’inizio della mia carriera ossia trent’anni fa quando iniziai questo mestiere con la stessa grinta e ti devo confessare che probabilmente la leva della passione e dell’entusiamo sono state quelle che mi hanno dato la giusta forza per andare avanti e noi veterani ne abbiamo veramente viste di tutti i colori, c’è chi ha resistito e ancora ci crede e chi invece si è arreso. Ti devo confessare che oggi nonostante questa passione faccio molta fatica perchè, almeno nella nostra piazza romana, molte persone si sono scoperte “agenti di viaggio” e non parlo di chi apre una agenzia, con la prosopopea di aver capito già tutto, parlo delle persone che vengono in agenzia e ci vengono a dire quello che dovremmo fare, si sono già informate su altri canali, vedi internet in primis ma non solo, e hanno una confusione totale in testa. Una volta l’agente di viaggio si sentiva importante perchè assumevamo il ruolo di unico filtro tra l’immaginario della vacanza sognata e la realizzazione di questo sogno e le persone si affidavano a noi, ci davano fiducia, sognavano insieme a noi, si emozionavano insieme a noi e spesso ci dicevano “lei con le sue parole già mi sta facendo viaggiare” e poi quando viaggiavano e trovavano fedelmente quanto da noi descritto si legavano a noi in un rapporto di estrema fiducia e lealtà (infatti ho dei clienti che mi seguono da quel fatidico 1981 e magari nel tempo sono nati i figli e ora essi stessi si affidano a me!, pensa un pò, i viaggi non erano prodotti da supermercato serie tre x due, ma venivano costruiti sulle carte geografiche, sugli atlanti, dovevi essere padrone delle costruzioni tariffarie, i biglietti si compilavano a mano, quindi vi era nel lavoro una estrema creatività e flessibilità mentale, studiavamo guide turistiche, leggevamo riviste per essere sempre aggiornati e dare veramente un senso alla nostra professione. C’era poi tutto l’aspetto relazionale fatto di incontri, di serate, ci si parlava al telefono e non con un booking on line ma si risolvevano pure più facilmente le varie problematiche. Potrei continuare a descriverti cosa era il nostro lavoro e perchè oggi, almeno chi come miei tanti colleghi del “tempo che fu” provano sconcerto o forse una inevitabile resistenza ad adattarsi ad un mondo che cambia…mi auguro veramente che chi ci sostituirà continuerà ad avere grinta entusiasmo passione e ricordati sempre un’altra fondamentale caratteristica ossia l’umiltà nel dire che ogni giorno si può migliorare

  27. Santo, si chiama “spostamento delle competenze”. Ai tempi che descrivi tu, per un cliente come me acquistare un biglietto aereo significava andare in agenzia, dove trovavo una persona competente che mi aiutava a districarmi tra le varie tariffe digitando codici assurdi su un monitor a fosfori verdi. Oggi lo posso fare online, dopo avere confrontato online le offerte di 20 compagnie. Nell’immaginario collettivo l’ADV non è più la persona che mi permette di viaggiare in aereo ma solo qualcuno che per comodità mia fa qualcosa che saprei fare benissimo da solo, magari risparmiando. Non mi stancherò mai di ripeterlo, ma se la vostra categoria vuole riappropriarsi del ruolo che le spetta, deve trovare il modo di convincere il cliente con i fatti che vale la pena andare in agenzia ed eventualmente spendere qualcosa in più. Altrimenti sarà una continua emorragia di clienti, come i negozietti di paese che tutti rimpiangono ma io devo comprare un televisore nuovo e andrò in un centro commerciale dove lo pago meno perchè sono i miei soldi ceh se ne vanno. Uno inizia comprando su internet i voli low cost, poi passa a quelli delle major, l’albergo… e dopo un po’ in agenzia non ci mette più nemmeno piede. Sono contento per Simone che non sa cosa sia la crisi, ma continuo a chiedermi cosa vogliono fare le ADV per riconquistare un ruolo attivo (e non solo quello di passacataloghi o scrivani per chi non ha voglia di usare un PC) nella filiera del turismo.

  28. X LUCA,
    di noi veterani del turismo si potrà dire di tutto, ma per cortesia non paragonarci alla stagista annuale con qualifica passacataloghi, non c’è lo meritiamo.
    ===
    Non so se sei un collega o un frequentatore del forum, ma sappi che è anche grazie alla nostra esperienza se si riescie oggi a fare questo mestiere, perchè per ogni pratica venduta in agenzia, c’è chi la crea per permettere a qualcuno di venderla, e se come dici siamo solo più scrivani, vorrei ricordarti che forse quando tu non eri ancora nato, noi eravamo sui banchi di scuola ad imparare privatamente, l’uso e la conoscenza del computer, (a scuola non lo insegnavano)e siamo sempre aggiornati in tal senso.
    ===
    Per quanto mi riguarda oltre ad aver insegnato tecnica turistica, continuo a frenquentare nel limite del mio tempo a disposizione tutti i corsi di aggiornamento presenti sul mercato, senza tralasciare anche quelli amministrativi, ultimamente è proprio il settore amministrativo che ci stà facento tribulare e ti garantisco non poco.
    ====
    La ricerca spasmodica del prezzo farà si che prima o poi si incappi in problemi, ultimamente ne affrontati tanti, dove non sempre il prezzo equivale a prodotto serio ed usufruibile.
    ====
    Anche quando cambi le gomme alla tua auto, hai la scelta tra due tipi di gomme, quelle che costano poco e quelle che ti garantiscono la tua sicurezza, quale scegli?
    ====
    E’ facile dire che girando su intenet si trova il prodotto meno caro che in agenzia, probabilmente è vero, ma per trovarti un volo a meno, occupiamo molto del nostro tempo, che guarda caso, la maggioranza dei clienti lo considera gratuito, però se tocca a loro perdere del tempo per il proprio lavoro, pretendono di essere pagati, a ore, a servizio o forfettari, ma vogliono essere pagati.
    ===
    Ebbene anche noi vogliamo essere pagati per il nostro tempo.
    .
    L’emoraggia dei clienti avviene solo in quelle agenzie che hanno fatto della loro professione non la capacità ma la vendita a scatola chiusa come se fosse appunto un centro commerciale.
    ===
    Anch’io quando in Piemonte c’è stato il cambio da analogico a digitale, avvalendomi della “grande esperienza” di un addetto alle vendite di un negozio all’interno di un centro commerciale, mi sono munito di decoder, però arrivato a casa non funzionava, lo porto indietro, è in garanzia penso, me lo sostiuiranno, invece no! “lo mandiamo in assistenza dicono” tre mesi dopo (nel frattempo ne ho acquistato un’altro in negozio piccolo ma serio), mi ritorna il medesimo non funzionante, ma guarda caso a loro funziona, morale: io ho speso il doppio ed uso un solo decoder.
    Ad ognuno il proprio mestiere ne convieni?

    Ciao
    Gino by Rodisphera

  29. Caro Luca, non so se sei mai entrato in una agenzia di viaggi e qualora lo avessi fatto mi dispiace se l’impressione che ne hai ricavato è quella che decrivi nella tua lettera e se ti fa piacere posso consolarti dicendoti che ci sono tantissime agenzie che invece questo mestiere lo sanno fare e pure bene (chissà forse io e gino ma non voglio fare pubblicità occulta!). Qualora scrivi così tanto per fare un pò di rumors bè allora informati prima. Comunque sia il mondo è bello perchè vario ed ognuono, nella sua vita, è libero di fare quello che vuole e spendere i soldi dove vuole e come vuole e quindi rispettiamo la tua valutazione.

  30. Sono un cliente di ADV e per pura curiosità personale sto osservando le dinamiche del mondo del turismo. Mondo che mi incuriosisce perchè sta cambiando rapidamente. Ci saranno le (lodevoli) eccezioni come te e come l’agenzia da cui mi servo, ma più passa il tempo e più sono eccezioni. E più passa il tempo e più andare in agenzia per acquistare un volo, un biglietto ferroviario, un soggiorno o anche un intero pacchetto turistico, diventa una scelta e non una necessità. Scelta che in molti ormai decidono di non fare, perchè se uno vuole, oggi, riesce a fare da solo e non necessariamente acquistando un prodotto scadente. Sono curioso (la mia è curiosità, lavoro in un altro settore) di vedere come il mondo delle ADV reagirà (o subirà) questo cambiamento. Buon lavoro.

  31. AUTOTUTELA A TUTTI
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    Essendo l’autore dell’articolo (scrivo raramente ma vedo con piacere che gli argomenti che scelgo raccolgono diversi commenti) vorrei concedermi il lusso, almeno per questa volta, di scrivere anche un commento.
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    Concordo su quanto scrivono GINO e SANTO.
    ===
    Invidio – con totale sincerità – quanto dichiara SIMONE, e mi auguro che il suo entusiasmo e la sua capacità di portare a casa clienti non cessi mai.
    ===
    Comprendo quanto scrive LUCA e per certi versi lo condivido. Ciò non toglie che mi piacerebbe che il lavoro degli altri – qualsiasi questo sia – venisse discusso solo dopo averne ben compreso i meccanismi che lo regolano.
    ===
    E ora dico la mia: le agenzie di viaggio sono attività pari ad altre che già hanno subìto “attacchi” alla base. Le piccola distribuzione è stata “violentata” dalla GDO che ne ha decimato le fila. Alcune professioni sono state ferocemente ridimensionate e altre lo saranno in un prossimo futuro. Ma nessuna professione e nessun mestiere è scomparso.
    ===
    Oggi si trova difficilmente un buon falegname che sappia lavorare e che abbia un costo orario inferiore a quello di un medico specialista. Oggi non trovi quasi più un calzolaio che sappia risuolare (bene) un paio di scarpe, così da essere quasi obbligato a sostituire piuttosto che riparare. Oggi non trovi più un buon battilastra, perché costa meno comprare un parafango nuovo piuttosto che riparare quello vecchio. Ma… Attenzione, il fatto che questi lavoratori non si trovino non vuol dire che non siano ricercati, anzi…
    ===
    Anche per le agenzie di viaggio accadrà la medesima cosa: tante “moriranno” per la mancanza dei requisiti richiesti dal mercato del giorno d’oggi.
    Il cliente vuole capire perché scegliere l’agenzia piuttosto che il web? Ha ragione, e noi dobbiamo dobbiamo spiegarglielo, ma non a parole bensì con i fatti. E i fatti, cari colleghi, costano. Costano in formazione, in assicurazioni, in servizio, in innovazione.
    ===
    Dobbiamo convicerci che la ns. sopravvivenza passa solo ed esclusivamente dalla soddisfazione del cliente, e questa la possiamo ottenere solo dimostrandogli – fatti alla mano – che la convenienza (e non parlo solo di spesa) risiede nell’agenzia.
    ===
    12 o 13.000 agenzie sono un numero enorme, spropositato per un Paese come il nostro. Ne servono al massimo la metà, anche meno. Ma devono essere qualificate ad operare su un mercato esigente, su un mercato spesso preso in giro dai partner che l’agenzia sceglie e non tutelato a dovere dallo stesso agente, su un mercato che ha scoperto l’alternativa. E ora esercita il suo diritto di scelta.
    ===
    Decidiamoci a cambiare, o il mercato cambierà noi. E non accampiamo scuse: in qualsiasi settore è la distribuzione che comanda, non la produzione, e se non siamo in grado di comandare siamo solo una manica di fessi privi di attributi. E allora meritiamo di fare la fine dei dinosauri.
    ===
    Resteremo in pochi, ma saremo quelli che – giovani o vecchi – avranno capito che l’unico, vero valore dell’agenzia è il cliente. Salutoni e auguri.
    ===
    Fulvio Avataneo

  32. Apprezzo la risposta di Fulvio Avataneo, e sono il primo a dire di non conoscere i meccanismi che sono dietro una professione. E’ normale, non la svolgo. Questo vale per gli agenti di viaggio come per qualsiasi altra professione, quando vado a comprare il pane, non conosco i meccanismi che regolano la professione del fornaio, ma da consumatore scelgo di comperare il pane o dove mi costa meno, oppure dove mi costa di più ma la differenza di prezzo risulta essere giustificata nella mia percezione di consumatore: considero il prodotto migliore, il panettiere è più vicino a casa, è un amico… chi più ne ha più ne metta. Quando parlo degli agenti di viaggio, in realtà sto parlando della percezione del ruolo degli agenti di viaggio da parte dei consumatori come me. Che poi questa percezione corrisponda alla realtà, non sono in grado di dirlo. Ho trovato un agente di viaggio di cui mi fido, però la fiducia è basata sulla mia percezione, sull’idea che io ho del servizio che mi offre in cambio dei soldi che mi chiede. Potrei scoprire domani che mi ha fatto strapagare alcune cose, o scoprire che in realtà quando mi consigliava, lo faceva in funzione del suo portafogli. Non conosco il suo dietro le quinte. Per ora, mi fido. Domani potrei scoprire qualcosa che non mi piace o imparare qualcosa di nuovo sul mondo del turismo che mi fa cambiare idea e spendere i miei soldi altrove. Come tutti i consumatori, in mancanza di informazioni (appunto, non sappiamo tutti i perchè e i percome della professione di un agente di viaggio) orientiamo le nostre scelte in base alla percezione del come questa professione dovrebbe essere per fare i nostri interessi, e facciamo scelte diverse se riteniamo che non li faccia.
    Con amicizia.
    Luca

  33. X SIMONE: sono d’accordo con te, bisogna essere proattivi per vendere al giorno d’oggi. I clienti vanno cercati al di fuori dell’agenzia, pensare che possano semplicemente entrare è un’idea fallimentare. Inoltre credo che venditori si nasce…cioè mi spiego meglio, le tecniche e le competenze si acquisiscono, ma quel tocco, quel savoir fare, c’è gente che lo ha nel dna…lo dico per esperienza, ho amici che sono portati ad essere venditori, ed altri che sono portati per fare altri mestieri…in fondo non tutti siamo artisti, e la vendita potremmo considerarla anche un’arte.
    D’altra parte credo che gestire un discorso del tipo vendere in agenzia e cercare clienti fuori sia molto complesso, 2 persone non bastano a far tutto questo in 24 ore…ci sono giorni che non riesco neppure a leggere le news perchè ho lavorato ininterrotamente, eppure la rendita di queste ore lavorate non permette certo guadagni importanti…perchè 2 persone in 10 ore lavorative possono fare max. tot pratiche…e per aumentare il fatturato è necessario aumentare la forza lavoro.
    Cmq apprezzo quello che scrivi, ciao!

  34. PER FULVIO E TUTTI:
    alla fine il succo del discorso del Sig.Fulvio è quello che volevo dire io:
    “Resteremo in pochi, ma saremo quelli che – giovani o vecchi – avranno capito che l’unico, vero valore dell’agenzia è il cliente. Salutoni e auguri.”

    I clienti ci sono!! è che sono confusi.. persi tra le mille offerte del web e tra i cataloghi poco chiari… non sanno ancora se prenotare prima o aspettare i last minute.. cmq alla fine prenotano! quindi questo è buono per noi! dobbiamo essere “solo” capaci di farlo prenotare da noi… certo non è facile.. però oggi niente è facile.. ma si puà riuscire!
    io finchè saprò che cè la gente che viaggia sarò sereno.. perchè ci sono sul mercato potenziali clienti!
    e concordo con fulvio: LA DISTRIBUZIONE COMANDA!

  35. X SIMONE
    La conosci questa storiella:
    Una azienda che fabbrica scarpe manda due rappresentanti i due diverse località dell’Africa per vendere i propri prodotti.
    All’arrivo il “primo” manda un telegramma alla propria azienda dicende che ha speso inutilmente i soldi per mandarlo in quelo lugo e che torna indietro perchè nessuno usa le scarpe.
    Il “secondo” anch’esso mada un telegramma avvertenda l’azienda di programmare i tre turni in azien, perchè sono tutti scalzi e sicuramente saranno tutti potenziali clienti.
    ====
    Ecco io mi sento di rassomigliare al secondo dei venditori e mi par di capire che anche te sei sulla stessa lunghezza d’onda, fino a quando ci saranno persone come noi, non c’è intenet che ci batta.

    Ciao e buone vendite.
    Gino by Rodisphera

  36. Il “secondo” anch’esso mada un telegramma avvertenda l’azienda di programmare i tre turni in azien, perchè sono tutti scalzi e sicuramente saranno tutti potenziali clienti.

    Non servono potenziali clienti ma clienti che possano spendere.
    Se tutti noi siamo bravi e i clienti che possono spendere rimangono comunque pochi, il lavoro per tutti non ci sarà e la caccia continua

  37. Gia’ e, alla fine ne restera’ uno solo ( dal film highlander ).

    sembra piu’ una disquizione da clan 😉

    Serve rimboccarsi le maniche e cercare di fare squadra, lobby o categoria, chiamatela come vi pare, andare a caccia ( so che state scrivendo prob in maniera ironica ) e’ un hobby e non risolve il problema.

  38. Stiamo andando Off Topic. Cominciamo a mandare segnali ai nostri fornitori per farci rispettare, cominciando magari da Alpitour che applica l’adeguamento valutario e carburante sui prodotti da catalogo ed in offerta sui Brand che si vendono in Agenzia e non lo applica sul Brand che in pratica non vende in Agenzia (Jeans). Una segnalazione al garante della concorrenza e conseguente multa sarebbe cosa, se non buona, almeno giusta e legale.

  39. gira che ti rigira mi sembra di ascoltare la canzone di gino paoli “eravamo 4 amici al bar”, infatti a disquisire su argomenti, comunque, importanti, siamo sempre uno sparuto gruppetto di persone e mi chiedo dove siano i colleghi delle 12500 agenzie sparse nella nostra penisola, forse sono superimpegnati a vendere last minute oppure semplicemente tendono a snobbare questo canale, visto che anche in altre occasioni ufficiali, organizzate per es. da autotutela, la presenza è stata sempre scarsissima…bravi a lamentarsi ma meno bravi ad assumere delle prese di posizione o essere presenti nei momenti importanti e questo non depone certo a favore della nostra categoria e poi pretendiamo il rispetto!!! Sto leggendo alcune discussioni sul ruolo dell’agente di viaggi e non vorrei che alla fine venissimo confusi con dei venditori stile piazzisti perchè un vero agente di viaggi è prima di tutto un consulente “psicologico”, vendendo emozioni, sogni, desideri deve entrare in assoluta empatia con chi gli siede di fronte, lo deve ascoltare, capire e poi, partendo non dal prezzo bensì dal prodotto, consiglierà il giusto viaggio, correlato alla possibilità di spesa del consumatore, rispettando sia chi dispone di 200 euro sia chi dispone di 15mila euro. Un agente di viaggi è uno che conosce la legislazione turistica e tutto ciò che ne consegue, sapendo consigliare il proprio cliente su come si deve comportare in casi di disservizi ed aiutandolo nelle opportuni sedi per il riconoscimento dei suoi diritti. Un agente di viaggi è quello che viaggia non solo per farsi la vacanza gratis e atteggiarsi con gli amici o per andare a rimorchio (ben venga anche questo) ma prima di tutto viaggia, immedesimandosi negli occhi del suo potenziale cliente e portando al rientro esperienze, impressioni e quindi un grande bagaglio professionale. Un agente di viaggi è un professionista che assiste il suo cliente, soprattutto nei momenti più difficili e da “veterano” ricordo che il giorno 11 settembre 2001, un giorno drammatico per il mondo intero, centinaia di agenti di viaggi in tutto il mondo, non hanno chiuso occhio, oltrechè per il dramma che stavamo vivendo tutti, perchè avevamo persone sparse nel mondo e soprattutto negli states e nostro dovere era confortarli, fare da ponte con le famiglie in Italia, aiutarli a rientrare in Italia (senza le mail, senza internet!!!). Forse un giorno mi toccherà scrivere un libro per raccontare questo mio personale viaggio nel mondo del turismo, iniziato ben trent’anni fa e se ci sono colleghi che hanno ancora il desiderio di essere RISPETTATI perchè nel corso degli anni hanno reso felici centinaia di persone escano allo scoperto.
    Vi lascio perchè anch’io vado a vendere qualche last minute (un pò d’ironia non guasta)

  40. Gentili amici/colleghi,
    ogni tanto intervengo perchè noto che qualche AGENTE di VIAGGI bazzica su questo forum, altrimenti se leggo piagnugolii desisto.

    Vi giro il testo della e-mail che ho inviato ieri sera al Presidente Assoviaggi Campania il quale mi ha chiesto una mia opinione sulla discussione che sistà per affrontare con IATA nei prossimi giorni.
    Se c’è un solo ADV che pensa al mio stesso modo, sono disposto a fare tutte le guerre del mondo.

    Testo

    Carissimo Dott. Schiavo,
    come richiesto esprimo la mia opinione.

    Io per cultura personale sono molto drastrico nel prendere decisioni in quanto per me le cose sono o Nere o Bianche.

    Come ben sai la Kunene Viaggi non è IATA per scelta, abbiamo traffico business che facciamo pagare anticipatamente e se non ricaviamo il nostro margine desistiamo da prendere nuovi clienti e quando capita lasciamo andare anche chi è gia nostro cliente.

    Nel verbale che hai allegato, non ho letto nessuna presa di posizione da parte NOSTRA ma solo valutazioni in merito alle Fidejussioni e se si riuscirà a ricavarne un ragno dal buco sperando in qualche elemosina da parte delle compagnie aeree.

    La mia analisi è la seguente:
    Le ADV nessuno le vuole togliere di mezzo, in quanto il 70% del traffico turistico passa da noi l’unica cosa che le compagnie aeree sanno è che siamo disposti a lavorare per loro GRATIS e l’ho abbiamo dimostrato lavorando all’1% senza battere ciglio.
    Internet incombe sicuramente, anche i più analfabeti (e sai benissimo che dalle nostre parti ce ne sono tantissimi) passano da noi dicendoci che hanno visto su internet delle mega offerte ma non sanno dirti cosa hanno visto. Le signore OLTA come abbiamo visto in questi anni, fanno fatica a fare ricavi in quanto vendono o il solo volo con tariffe non superiori ad € 150,00 (non vendono prime classi da € 3000) o hotel da una a tre stelle con una media di € 30,00 a notte a pax. Il tutto è dimostrato da Expedia, Opodo, Edreams, Volagratis, ecc., che chiedono la cooperazione delle ADV facendo passare il loro business come modello da seguire per fare soldi (riconoscono commissioni dal 4% all’ 8% da riscuotere a servizio usufruito dal cliente) questo perchè hanno bisogno di chi gli venda strutture ad utenti con budget medio/alti.
    Internet ha solo imbastardito il mercato questo solo perchè è un buon strumento per confrontare i prezzi e non altro, vedi sistemi come TRIVAGO che ti confronta i prezzi dei vari portali.
    Il modello Ryanair, ormai è fallito. Lo vedi dal fatto che se non vengono finanziati i voli dalle Regioni e Province il mitico Mr. Michael O’Leary minaccia di andare via dagli aeroporti, dal fatto che vuole farti viaggiare impiedi e che vuole farti pagare l’uso del WC.
    Io non mi occupo di alta finanza, ma se gli affari di Ryanair vanno a gonfie vele mi spiegate perchè Mr. Michael O’Leary ha venduto un bel pacchetto di 5.000.000 delle sue azioni?
    I TO, altro schifo (senza offesa). Phone & Go cerca ADV top parten da almeno € 100.000 annui, Alpitur ha creato la linea Jeans per i clienti web adesso aperta anche alle ADV, Eden la linea MARGO’ anchessa alla fine aperta alle ADV, LastMinuteTour cerca ADV ed è in difficoltà economiche (ho parlato in BIT col loro commerciale), il grande gruppo TUI con il sistema easymerket cerca le ADV, te ne posso mensionare a dozzine.
    Tutti questi dietro front a me fanno riflettere.
    Detto questo, sono convinto che non c’è bisogno di sedersi ai tavoli con chi ha gia deciso il nostro futuro ma sono convinto che dovremmo prendere coscienza che NOI serviamo al sistema e per questo come fanno tutte le categorie di lavoratori messi in discussione, opterei per uno sciopero ad oltranza ameno di 2 MESI da oggi per mettere in ginocchio tutti questi mega manager dalle idee brillanti.

    Vendere in questo periodo solo pacchetti turistici ben remunerati e non servizi che ci tolgono tempo, denaro e ci fanno perdere di credibilità nei confronti del cliente che in tanti casi ci usano come ufficio per risoluzione problemi.

    Auguro a tutti buona serata.

    Francesco Ferrara
    Dir. Commerciale

    Tel. 081_8328142
    Fax 081_8328209
    http://www.kuneneviaggi.com

  41. X FRANCESCO,
    condivio completamente la tua riflessione tant’è che sono anni oramai che ho optato per le vendite remunerative, lavorando un decimo di prima e guadagnando il doppio, anche grazie al completo abbattimento dei costi superflui, e quando intendo superflui, non sono solo le telefonate ai cellulari che non faccio, al riscaldamento al minimo, siamo al nord e d’inverno fa freddo, ma anche a i costi del personale, pagati a cercare il prezzo più basso da dare al cliente, mentre a fine mese loro lo stipendio lo vogliono per intero e quando vanno in cerca di nuova occupazione, non fanno la ricerca di chi la pagherà meno, ma sempre e solo chi gli darà 10,oo € in più al mese.
    Non sono Iata per scelta, avere costi da folli per il fatidico 1% non grazie, le aziende buone sono quelle che ho convinto a pagare con Carta di Credito, rararmente a fine mese e nessuna oltre il 5 del mese successivo.
    Come vedi stiamo sulla stessa lunghezza d’onda, e se tanti come noi si fermassero un secondo a riflettere, cominceranno a dire ai clienti, no grazie quel prodotto che mi chiede “non lo tratto”, inzieranno cos’ ad avere maggior tempo da dedicare alle vendite che producono profitto e non costi.

    Ciao

    Gino by Rodisphera Viaggi

  42. *siamo sempre uno sparuto gruppetto di persone e mi chiedo dove siano i colleghi delle 12500 agenzie sparse nella nostra penisola, forse sono superimpegnati a vendere last minute oppure semplicemente tendono a snobbare questo canale *

    Considerazione interessante,mi sono posto la stessa domanda e, considerando l’ormai lunga operativita’ di AT, credo difficile la non conoscenza di questo canale, sono piu’ propenso a pensare allo snobbismo prima e, in seconda battuta alla scarsa volonta’ di esposrsi, hai visto mai che qualcuno mi legge e mi taglia qualche punto di commissione 😉

    max.

  43. più che snobbare penso sia rassegnazione,
    rassegnazione forse dovuta stanchezza
    rassegnazione dovuta alla stagione che è andata come è andata…
    rassegnazione agli abusivi
    rassegnazione ai to convinti che le agenzie siano il nemico
    rassegnazione a tutti gli enti no profit che fanno gli abusivi
    rassegnazione a vedere alcuni colleghi che infangano ancora di più (semmai fosse possibile) la categoria
    rassegnazione di fronte all’impotenza/inefficacia/noncuranza di chi dovrebbe tutelare noi e i consumatori
    se volete continuo 🙂

    potremmmo stare anche a pontificare su quello che dovremmo fare invece di piangerci addosso, nel mio piccolo alcune battaglie le abbiamo fatte e ne faremo ancora, ma è un dato OGGETTIVO il fatto che la domanda e l’offerta ormai non hanno più punti in comune. O si cambia il sistema(improbabile) o cambiamo noi.
    Quando ho cominciato a fare questo lavoro, ho aperto pensando di dare servizi anche a categorie che sono sempre state snobbate dalle agenzie, ho cercato di essere professionale allo stesso modo quando facevo un regionale da 4 euro, quando prenotavo un hotel a rimini per 2 notti e quando vendevo un soggiorno in Polinesia.
    Il fatto è che i dipendenti lo stipendio lo vogliono sia se fanno i biglietti del treno, sia se vendono viaggi di nozze, e gli affitti dei locali sono uguali qualunque cosa faccia nel mese…
    Buttare fuori quelli che fanno perdere tempo o soldi forse è l’unica soluzione per sopravvivere ma non penso sia una vittoria.
    Io da una nota catena di elettronica ci spendo anche 7000/8000 euro all’anno tra pc e attrezzi vari, però ci vado anche per comprare un dvd da 50 centesimi, non so se ci andrei e se comprerei lì un pc da 1500 euro se quando mi serve un cavetto da 3 euro mi mandassero al discount.
    Non so alla fine mi arrenderò anche io… quando entrano gli devo fare “lei che deve fare? treno? un attimo che ora ho da fare” “A lei cosa serviva? Ah… crociera… 6 persone, prego si accomodi. Vuole un caffè?”

  44. meno male che mi sono inserita anch’io nel gruppo autotutela. ho così la possibilità di confrontarmi con altri colleghi anche titolari di agenzia che esprimono le loro opinioni senza nascondersi dietro la supponenza di altri della mia zona di Padova. Dai vari commenti ho tratto la convinzione che questo lavoro ancora ci piace…ma che fatica.
    Vi racconto questa e ditemi cosa avreste fatto voi.Il 27 luglio confermo un viaggio con una nuova cliente. mi fa capire che e’ già andata in giro a chiedere preventivi, accetta il mio dal quale non ho fatto nessun sconto, non ho applicato i diritti agenzia. Qundi sono soddisfatta.
    Due giorni dopo il TO mi invia l’aumento per adeguamento valitario e adeguamento carburante, totale 150 euro persona.
    La mia collaboratrice non ha avuro il coraggio(?) di comunicarlo al cliente. Per finire l’aumento va a “deprimere” la redditività già depressa e diventa il 5%.
    domande :
    avreste fatto pagare la differenza al cliente? Dopo due giorni chiedo 300 in più? su una pratica già confermata?
    la mia collaboratrice ha preso una decisione senza interpellarmi, mi rendo conto che l’ha fatto per tenere la nuova cliente.
    come è possibile che il TO non sapesse già due giorni prima dell’aumento delle voci incriminate?
    Grazie per il vostro supporto, ma andiamo avanti.

  45. L’esimio presidente propone un cambiamento, e come non essere d’accordo?
    Solo che cambiamento fa rima con investimento.
    Investimento economico, investimento personale.
    L’agente di viaggi “guru” della geografia turistica che resta seduto dietro la sua scrivania per spiegare ai clienti quant’è bella Palma de Majorca è una figura destinata a morire. Ahimè. Chi ha conosciuto le vacche grasse negli anni 80 e 90, ha avuto il suo: ha venduto, ha viaggiato, ha approfittato di educationals, conventions, ha trombato, s’è sbronzato e ha guadagnato qualche soldino. Morirà insieme con i suoi ultimi clienti, salvo qualche fortunato che sarà riuscito a catalizzare intorno a sè una clientela con esigenze di primissima categoria.
    L’offerta turistica s’è ormai schifosamente standardizzata,
    gli hotels ed i villaggi offrono tutti gli stessi servizi a qualsiasi latitudine, la copertura del servizio è globale e i prezzi sono uguali con tendenza al ribasso.
    Allez agenti di viaggio ai posti di combattimento, qui bisogna che voi stessi investiate in :
    -strutture ricettive (campeggi, agriturismi, hotel, villaggi, ristoranti…)
    -produzione pacchetti di viaggio (già lo fate, ma fatelo meglio: non basta convenzionarsi con l’hotel all’angolo,bisogna rischiare… vuoti per pieno, box offices, aguzzate l’ingegno)
    -mezzi di trasporto (auto a noleggio, torpedoni, bus, treni, arerei…. dov’è finita Agent Air? quella si era un’idea lungimirante)
    – TECNOLOGIA… internet è una realtà : chi non c’è si perde il 30% della torta… ma attenzione, bisogna esserci alla grande,non con un sitino prodotto dall’amico smanettone…
    – marketing: ma chi vi conosce? Alzate la voce e non per piagnucolare.

    Io la ricetta ve l’ho data: cambia il mondo, cambiate pure voi. Mi aspetto fusioni, acquisizioni, consorzi… i bottegai chiuderan bottega, gli imprenditori faranno impresa.

  46. AUTOTUTELA a NANO MALEFICO
    ==========================

    Concordiamo sull’esposizione precisa degli anni ’80 e ’90, un po’ meno sul resto, anche se nella stringente critica del commento c’è molto, moltissimo di vero.
    ===
    Oggi è più che mai necessario fare sistema, fare impresa. E questo non lo si fa da soli. E’ necessario abbandonare l’idea del “big brand” – sempre più penalizzante per l’intera nostra categoria – preferendo una “rete” mista composta da piccoli operatori scelti per qualità/prodotto e agenti di viaggio sempre più formati e capaci.
    ===
    Non si deve credere che i clienti – tutti i clienti – vogliano solo spender poco: vogliono spendere il giusto, solo che a forza di “scontare” e “offrire” abbiamo fatto pardere ai viaggiatori il senso del valore sia del prodotto che della consulenza.
    ===
    Non tutto è perduto, ma una bella “smossa” è necessario darsela…

  47. Buongiorno a tutti.

    Sempre per non piangerci addosso ma per essere propositivi.

    Vogliamo creare un consorzio italiano composto in questo modo?

    1.
    4/5 TO tailor made distribuiti sul territorio nazionale con una specifica, devono essere piccolissimi in modo da tenerli per le ……..
    2.
    10/15 TO charteristi “regionali” con destinazione medio e lungo raggio

    3.
    Eliminare tutti quei TO megalomani che dicono di comandare il mercato, che pacchettizzano tutto e che fanno i doppi giochi commercili.

    Chi è interessato può mandare una mail a francesco@kuneneviaggi.com vediamo in quanti ne saremo.

    Buon Lavoro

  48. La proposta di Francesco credo debba essere presa in considerazione da tutti noi. Probabilmente è una delle poche proposte che ritengo possa far ritornare le agenzie di viaggio al primo posto nella distribuzione turistica……Non so se gli altri la pensano così.

  49. in ogni post,leggo del vero, un accaduto anche mio. ho iniziato 25 anni fa. sono cresciuta in agenzia,e per la agenzia ho sacrificato il mio tempo ,
    raccogliendo , oggi ,il niente.
    tanti progetti leggo,per noi che siamo stati sconosciuti per anni. ricordo gli educational del passato , dove ci si guardava tutti di traverso, senza mai pensare che il solo simpatizzare avrebbe potuto essere la forza ,come in tanti altri settori.
    cosa accaduta con le mie recenti conoscenze,ma credo sia stato troppo tardi.
    chiedetevi, cosa puo’ fare,oggi, chi e’ vissuto di sola agenzia per venti anni,senza avere un altra entrata fissa,o senza un consorte che portasse a casa l essenziale .
    io l ho fatto,ma oggi non ho la forza di fare altro ,se non quella di arrendermi. ho chiuso ieri per le ferie,ed ho scelto di non riaprire a ferie ultimate.
    non cerchero’lavoro in questo settore che negli ultimi dieci anni mi ha portato solo amarezze ,sminuendo il lavoro che ho scelto di fare e nel quale ho creduto,per 25 anni.
    in bocca al lupo,guardero’ cosa sarete capaci di fare .

  50. AUTOTUTELA A ROSY
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    Cara collega, se hai preso questa decisione – certamente sofferta – non sta a noi tentare di farti cambiare idea anche se, come tu stessa scrivi, oggi ci sono opportunità maggiori rispetto a quelle anche solo di dieci anni fa. Parliamo di queste opportunità.
    ===
    Certo non risiedono nelle migliori condizioni di rapporto tra le varie parti della filiera ma, piuttosto, tra le sinergie che si sono venute a creare tra agenti di viaggio, la dove questi si sono dimostrati più attenti e intelligenti che altrove.
    ===
    Hai ragione quando dici che abbiamo lasciato trascorrere anni senza neppure guardarci e, quindi, senza capire che la vera forza stava nell’unità che potevamo rappresentare. Oggi non è ancora finita. Certo… Non manca molto, se continuiamo così, ma siamo sicuri che dentro di noi, a ben guardare, le capacità e la volontà di venirne fuori esistono.
    ===
    Un cordaile saluto e un grande in bocca al lupo per il tuo futuro.

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