Pubblichiamo una lettera del collega ANTONIO COPPOLA.  E’ una lettera aperta alla IATA inviata a Master Viaggi e sulla quale si sono già accese polemiche in quanto, seppure indirizzata virtualmente all'assovettori, destinatarie di quest’atto d’accusa sono le Associazioni che, in sede APJC nel 2006, hanno tradito l’intera categoria – aggiungiamo per loro esclusivo tornaconto – lasciando venissero imposte nuove regole vessatorie oltre alle già esistenti.

La decisione di stabilire un “punteggio di qualificazione professionale” ottenibile esclusivamente a pagamento con frequentazione di corsi organizzati dalla IATA stessa o dalle “Associazioni” che hanno ottenuto l’autorizzazione ad effettuarli – sempre a pagamento, ovvio… - è illegittima e priva di qualsiasi logica, soprattutto oggi che tutte le compagnie hanno posto a disposizione dei passeggeri comodissimi siti internet dove gli stessi possono acquistare ogni sorta di ticket. E senza obbligo di frequenza scolastica…

Quindi, giusta la decisione di Antonio Coppola. E, sottolineiamo, giusta sarebbe l’adesione a questa iniziativa da parte di tutte le ADV IATA col sostegno anche delle non IATA. Soprattutto di queste ultime, che sono la maggioranza.  Ormai le nostre battaglie possono essere vinte solo con la partecipazione collettiva di ogni addetto ai lavori, anche perché una qualsiasi negatività non colpisce il singolo ma l’intera categoria.

Ora ci chiediamo cosa vorranno rispondere ad Antonio Coppola i presidenti di Fiavet, Assotravel e Assoviaggi che, grazie al loro operato, hanno costretto gli agenti di viaggio a subire vergognosamente questa prepotenza: chiederanno la convocazione di un nuovo tavolo paritetico con IATA o staranno zitti?

“Cara IATA,  mi chiamo Antonio Coppola e sono il direttore dell'agenzia Proposta Viaggi di Milano, codice 38206XXX.  All'inizio di questo 2010 ho ricevuto la tua richiesta di indicare se il mio personale addetto alla biglietteria aerea era in possesso del requisito introdotto nel 2006: i 60 punti.

Ovviamente me l'aspettavo, perché questa lettera è come il Natale, prima o poi arriva... e sono passati già quattro anni:  ho già scritto e ribadito più volte cosa penso di questa disposizione (è pretestuosa e illegittima) perciò ho risposto che non aderivo alla richiesta e che avrei rivolto alla "triplice" (cioè i partecipanti al tavolo dell'APJC) l'invito a disdire l'avallo (se mai ci è stato) a questa imposizione e a reimpostare il tavolo del comitato su basi paritarie, costruttive, respingendo qualunque atto o regolamentazione che modificasse in negativo ed economicamente le condizioni contenute nei contratti già stipulati con ogni singolo adv.

L'ho fatto. Ma il risultato è stato scoraggiante: in pratica nessun riscontro.  Perciò, quando alla fine di luglio mi hai risollecitato l'adesione mi sono detto... e va beh, lascio perdere la lotta contro i mulini a vento e faccio fare 'sto benedetto esame all'unico addetto che è rimasto ad emettere biglietti e chiudiamola qui!

Faccio preparare la documentazione che mi hai chiesto. Poi entro nel tuo sito per conoscere l'importo da pagare (nella tua comunicazione era scritto di pagare tramite BSP ma non era specificato quanto) che, pensavo, sarebbe stato di poche decine di euro, il necessario per coprire le (vostre) spese perché so per esperienza che alle nostre dobbiamo pensare noi.

Col cavolo! La quota ammonta alla bellezza di 655 euro più Iva, importo che raddoppia se a fare il corso sono in due. Pauroso! Confesso che in tutti questi anni non mi sono mai preoccupato di sapere quanto costasse: ero convinto - ingenuamente - che si sarebbe trattato di un pro-forma, giusto la copertura dei (vostri) costi.

Cara IATA, 655 euro sono una enormità, un assurdo ingiustificato, inconcepibile, "quotata" per una verifica pretestuosa e inutile, che volendola giustificare - ma non la giustifico - si dovrebbe risolvere in una esame (???!!) di mezz'ora, un'ora al massimo...  Un esame per dimostrare di conoscere OW, RT, CT, OPENJAW, minimi direzionali, back-haul, migliaggi, ecc... quando oggi il 100% delle transazioni si basa sulle tariffe "point-to-point" e, in caso di multitratta, sulle tariffe "chiuse" dei singoli vettori o del gruppo di vettori consorziati, tariffe slegate dalle regole di tariffazione IATA e fruibili solo se si possiede un PC... perché ti ricordo che le tariffe si trovano da molto prima del 2006 solo nei data base dei GDS: gli APT (i ponderosi volumi tariffari cartacei) sono spariti da anni.

Che altro c'è da verificare? Le date dei versamenti? Le penalizzazioni a cui si incorre se non si rispettano? Le disposizioni di vendita che i vettori mandano direttamente (anzi spesso non mandano ma dicono che gli adv devono conoscerle comunque!) bypassado la loro associazione, cioè te? Gli ADM (emessi spesso a sproposito) o gli ACM (che sono merce rara)? Le spese amministrative che - come sai - i vettori si sono inventati da qualche tempo ma che non riconoscono a noi quando a sbagliare sono loro (e succede molto, molto frequentemente)?

Cara Iata, i 655 euro sono una cifra assurda anche eticamente, perché non si può non considerare la crisi che il settore sta attraversando e la remunerazione che questo servizio dà alle agenzie. Perciò ho deciso di respingere la tua richiesta, non accetto di sottoporre il mio collaboratore ad un esame inutile oltreché oneroso.

Lo faccio perché è stato firmato un contratto e quando c'è un contratto le regole si possono cambiare solo se sono concertate e approvate: non possono essere imposte e neppure camuffate da accordi con associazioni che non hanno deleghe per avallare queste modifiche.  Nello specifico, Proposta Viaggi non è iscritta né ha mai fornito alcuna autorizzazione a rappresentarla a nessuna delle tre associazioni di categoria partecipanti al APJC.

Perciò ti chiedo di sospendere queste verifiche e i conseguenti corsi dei 60 punti. Per il futuro auspico che il 50% del tavolo APJC sia occupato da adv qualificati e realmente delegati (come d'altronde è riportato a pag. 31 della Reso 818g) e che le date delle sedute e gli argomenti da trattare siano pubblicizzate adeguatamente e con congruo anticipo.

Fermo restando che nessuna delega può autorizzare a prendere decisioni che modificherebbero il contratto, in particolare se comportano penalizzazioni non contemplate.

Antonio Coppola  a.coppola@propostaviaggi.it

13 COMMENTS

  1. Carissimo Antonio COPPOLA, condivido pienamente la tua lettera e in modo particolare quando scrivi “le regole si possono cambiare solo se sono concertate e approvate: non possono essere imposte e neppure camuffate da accordi con associazioni che non hanno deleghe per avallare queste modifiche. Nello specifico, Proposta Viaggi non è iscritta né ha mai fornito alcuna autorizzazione a rappresentarla a nessuna delle tre associazioni di categoria partecipanti al APJC.”

    Anche io ho vissuto una storia analoga, solo che a me, avendo già una collaboratrice con i 60 punti, volevano imporre l’assunzione di una seconda persona perchè il minimo degli addetti con 60 punti è due !!!!!!!!!!!!!!!!!

    Bisogna fare causa non alla Iata ma alle associazioni che hanno deciso per noi senza averne mandato !!!!!!

    Questa la corrispondenza intercorsa fra me e Iata che possa servire d’aiuto ad altri colleghi. Infatti dopo la mia ultima non si sono più azzardati a richiedermi altro…

    —– Original Message —–
    From: TRANQUILLI Claudia
    To: raistravel@raistravel.com
    Sent: Tuesday, March 09, 2010 4:06 PM
    Subject: Regolarizzazione punteggio Vs. Staff ** Corso IATA REFRSHER a Palermo 20-22 Aprile 2010

    Gentilissimo Agente,

    Da una nostra verifica risulta che il Sig.ra Daniela Xxxxxx non operi più presso la Vs. Agenzia, rimanendo solamente la Sig.ra Francesca Paola Xxxxxxx con il punteggio di 60 punti.
    La informiamo che IATA sta organizzando un Corso REFRESHER nella città di Palermo dal 20 al 22 Aprile 2010, per permettere di iscrivere un secondo dipendente Vs. Agenzia per il raggiungimento dei 60 punti e regolarizzare così Vs. posizione in rispetto al punteggio Staff. Ciò eviterebbe lo spostamento a Roma per frequentare i nostri Corsi.

    In allegato inviamo scheda di partecipazione corso insieme all’ autodichiarazione di esperienza da compilare ed inviare insieme alla copia della busta paga dell’ iscritto al no. fax 06-233 22 4209.

    In attesa di un Vs. gradito riscontro porgiamo cordiali saluti,

    Claudia TRANQUILLI
    IATA Tranining Italy
    tranquillic@iata.org

    —– Original Message —–
    From: Sandro Profumi – Rais Travel
    To: tranquillic@iata.org
    Sent: Tuesday, March 09, 2010 7:45 PM
    Subject: Re: Regolarizzazione punteggio Vs. Staff ** Corso IATA REFRSHER a Palermo 20-22 Aprile 2010

    =======================MIA RISPOSTA==================

    Buon giorno dalla Rais Travel, Palermo

    C. Att.ne: Preg.ma Claudia Tranquilli

    Sono spiacente comunicareLe che la nostra agenzia non dispone al momento di un secondo dipendente.
    La Sig.ra Daniela Xxxxxx è stata licenziata per riduzione del personale a causa della grave crisi che il nostro settore sta attraversando e nell’ottica della riduzione al minimo dei costi di gestione, in un momento così difficile per il nostro comparto. Francamente devo dirle che al momento, oltre alla liquidità bloccata per garantire la vostra fideiussione, di liquido abbiamo solo le lacrime versate pensando alla scelta assurda di rimanere in Iata.
    Sfortunatamente questo limone non può essere spremuto ulteriormente e i pochi proventi derivanti dall’attività hanno dovuto essere integrati dal mio guadagno – sono titolare dell’agenzia e nonostante ciò ho dovuto cercare una diversa attività quale promoter di un piccolo operatore turistico – ottenuto nello svolgere una seconda attività. E preciso che questa scelta si è resa necessaria per riuscire a pagare lo stipendio della Sig.ra Francesca Paola Xxxxxx, l’affitto, le utenze e soprattutto le tasse e le assicurazioni obbligatorie per legge.
    Non essendo quindi nelle mie possibilità trascurare questa mia seconda attività per frequentare il corso, non posso che rimandare, aspettando tempi migliori, per eventualmente assumere un dipendente al quale farlo poi frequentare. Restando in attesa di una vostra cortese e sollecita risposta, saluto distintamente.

    Sandro Profumi
    __________________
    Amministratore e Direttore Tecnico
    Rais Travel S.n.C.
    AGENCY IATA CODE 38-291XXX

    Via Dei Nebrodi, 10
    90144 – Palermo
    Tel : +39 091.528566
    Fax : +39 091.528572
    e-mail: profumi.sandro@raistravel.com

  2. caro Coppola, concordo e ti supporto al 1000×1000. Ti posso dire che sia io che la mia socia dopo aver fatto corsi con IATA, LUFTHANSA BRITISH E THAI ci siamo sentiti richiedere la stessa cosa, ma Essendo noi liberi ed indipendenti da 20 anni non siamo abituati a chiedere a nessuno e cosi’ ,da bravi coglioni, abbiamo frequentato sentendoci dire all’esordio dal “teacher” QUELLO CHE VI DIRO’ IN QUESTI TRE GIORNI NON SERVIRA’ A NIENTE PERCHE O GIA’ LO SAPETE OPPURE NON E’ PIU’ APPLICABILE.Ci siamo sentiti frustrati ed impotenti, ma la nostra dignita’ di onesti agenti di viaggi amanti di quel poco che abbiamo creato , ma solo nostro, non la venderemo mai. Per quei signori che vivono di finte rappresentanze resta solo l’odore che emanano. Speriamo di non incontrarli mai. MI DISPIACE SOLO PER L’ARIA UN PO’ PIU’ INQUINATA.

  3. Il ridicolo è obbligare a fere il corso a persone che vendono biglietteria Iata da quando la stessa è nata, e alcuni lo facevano ancor prima che nascesse, così da perdere oltre che denaro anche il tempo, tempo utile per guadagnare quello che sono obbligati a spendere.

    Farebbero bene ad obbligare le nuove nomine a frequentare il loro corso, ma non possono e non debbono obbligare chi la professione già la esercita ed è capace a farlo meglio del loro insegnamento.

    Ciao

  4. Buona sera a tutti,
    Io ho avuto l’enorme piacere di partecipare con un mio collaboratore al corso “Refresher” di IATA ed esorto tutti voi a partecipare in quanto è molto interessante ed istruttivo. Avrete la possibilità di rispolverare dalle ragnatele i TPM gli MPM, il Roe ecc. dopo queste meravigliose lezioni non dovrete più fare FQBB (per chi ha Galileo) ma le tariffe saranno pane per i Vostri denti.
    Avrete la possibilità di scoprire come saranno sperperati i Vostri soldi con istruttori simpatici, anche preparati, ma che ci mettono 3 giorni per rinfrescarvi la memoria di concetti inutili, sorpassati e che possono essere detti in 6/8 ore se si escludono le lunghe pause caffè, il pranzo, l’aperitivo, la sigaretta ecc. Ma la cosa più bella e che non dovete perdervi è quella di fare delle domande intelligenti, attualizzando a oggi le regole tariffare e per le quali, le domande, non riceverete risposta. Quando chiederete perche siamo qui e forti della loro “Posizione Dominante” Vi risponderanno che queste sono le loro ripeto loro regole vi sentirete mortificati e avrete voglia di fare un bel falò con i biglietto, Ops dimenticavo non ci sono più e così paghiamo anche la carte e il toner… che culo……
    E’ veramente un piacere non solo pagare il corso “Refresher” inutile, deleterio e distruttivo ma avrete il piacere di aiutare il nostro ministro ad incrementare il turismo interno in quante se non avete una sede vicina per il corso saranno a vostro carico anche il trasporto, l’albergo e la ristorazione. In poche parole io ho speso, taglio corto, Euro 2.500= che considerata la favolosa commissione e un diritto medio di € 20 (sono buono visto che molti lavorano per meno) devo emettere circa 100 biglietti gratis. Ma non preoccupateVi con tutti i soldi che incassiamo e che transitano sui nostri conti senza depositarvi nemmeno una bricciola e la cassa integrazione in deroga ce la possiamo fare.
    E’ bello vedere che ogni tanti qualcuno di noi ha un sussulto e prova a ribellarsi ma provate a pensare e questa è Utopia se fossimo una “CATEGORIA CON LE PALLE” e che tutti decidono di bloccare l’emissione e le prenotazioni per 2,3,4 giorni, il sistema crollerebbe e nessuno si sognerebbe di non pagare la giusta commissione, proviamo a non incassare le tasse e farle ,pagare in aeroporto, che divertimento. MA questo è un sogno e allora andiamo a farci i 60 punti oppure chiudiamo e apriamo una gelateria……..
    Ciao a tutti
    Fausto Meneghetti
    Viaggi Più

  5. Salve, sono il titolare di VIAMONDO VIAGGI E TURISMO di Latina, personalmente ho deciso di rinunciare a IATA già da diversi anni proprio per questi e tanti altri motivi.
    Al collega Antonio Coppola tutta la mia solidarietà.

  6. Noi non siamo membri di alcuna associazione di categoria, per il semplice fatto che, negli anni, non abbiamo ancora visto quali benefici abbiano portato alla categoria. E sinceramente non ci spieghiamo perché altre agenzie continuino a farne parte.
    Non siamo membri di alcun network.
    Non siamo IATA nonostante un volume di biglietteria che raggiunge il milione di euro. La mia socia farebbe fatica a dimostrare il suo punteggio, avendo forse fatto qualche corso 15 e più anni fa, io non ho nemmeno un punto, mai fatto un corso con un GDS e mai fatto un corso IATA. E quante volte mi trovo a chiamare un vettore, o il GDS, e spiegargli qual è il problema di una mancata quotazione, e come risolverlo? Questo perché i loro addetti, spesso stagionali, non hanno idea di ciò che stanno facendo (non per colpa loro, ma perché non gli viene fornita la formazione corretta).

    Gli organi provinciali si sono adeguati, e anche loro riconoscono che se lavori in agenzia da un certo numero di anni, puoi avere automaticamente la qualifica di direttore tecnico, perché è naturale che col tempo acquisisci una certa esperienza. La IATA dovrebbe fare lo stesso.

    Personalmente posso capire che la IATA voglia delle garanzie (fidejussione, anche se troppo alta) ma finché le regole degli ADM non si applicheranno anche agli ACM (vettore mi fai pagare una tassa perché ti ho fatto lavorare per emettere un ADM, bene tu mi paghi la stessa tassa perché mi fai lavorare per richiederti un ACM) e finché queste stupide regole dei punteggi e altro non verranno eliminate, continueremo come agenzia non-IATA, con nostro GDS (perché ci piace tenere sott’occhio ciò che stiamo vendendo) e facendo emettere biglietti a un’altra agenzia. Alla faccia del 4000 segmenti annui che produciamo e che sembrano non indicare in alcun modo la nostra professionalità. Vergogna!

    Emmanuel
    KC Travel, Bologna

    [Questo è il mio pensiero personale]

  7. AUTOTUTELA A EMMANUEL
    =====================

    Premettendo che l’appartenenza ad un’Associazione di categoria o ad un network non equivale all’assegnazione di una medaglia o all’attribuzione di un particolare valore professionale, va detto che se le Associazioni riescono raramente a risolvere i problemi di una categoria è perché è la categoria ad essere assente, non le Associazioni.
    ===
    Il nostro Paese è riconosciuto quale uno dei più disorganizzati proprio per via della sua frammentarietà anche all’interno delle diverse categorie. Anche se non di tutte.
    ===
    Per citare alcuni esempi, quando i taxisti romani hanno deciso di contestare e contrastare le decisioni del Comune, l’hanno fatto tutti insieme. Non costretti da chissà chi o chissà cosa ma uniti in una sola convinzione: o ci diamo da fare insieme o siamo fregati. Quando i camionisti hanno deciso che determinate imposizioni economiche e fiscali non andavano bene, l’hanno dimostrato rendendo impossibile viaggiare su autostrade, tangenziali e strade urbane, fino a che il Ministero dei Trasporti non è intervenuto eliminando gli aspetti contestati. E vogliamo parlare di allevatori e quote latte? O di netturbini e contratti di lavoro? O, per restare più aderenti al nostro lavoro, di ferrovieri e piloti aerei?
    ===
    Qualsiasi altra categoria, seppure poco importante o poco organizzata, sa esprimere il proprio scontento di fronte a situazioni vessatorie e, ancor di più, sa dimostrare una combattività che dovrebbere essere propria di ogni lavoratore. Ma non dell’agente di viaggio.
    ===
    L’agente di viaggio non accetta di solidarizzare col vicino e con la categoria, preferendo subire urlacchiando o dicendosi scontento dell’inoperosità delle Associazioni. Ma le Associazioni non sono IATA, non hanno GDS, non vengono torchiate dai T.O. con adeguamenti carburante farlocchi o contratti di collaborazione simili ad editti bulgari. No, le Associazioni – magari non tutte… – valutano situazioni e propongono azioni di contrasto, ma non possono fare il lavoro di altri. Degli agenti di viaggio, ad esempio.
    ===
    Caro Emmanuel, 4.000 segmenti sono tanti, ed è tanto un milione di biglietteria aerea. Ma non vale nulla. E non varrà nulla fino a quando lei sarà obbligato a ricorrere ad altri per fare un lavoro che potrebbe svolgere in casa sua, cercando soluzioni alternative invece del rispetto dovutole.

  8. Come Assotravel seguiamo una precisa politica sul web: rispondiamo sempre a tutti e tutte le volte che Assotravel è citata interveniamo sempre e comunque. Per questo siamo qui venendo meno a un altro principio di “creanza” che è quello di non intervenire in fatti di altre associazioni (sarebbe un po’ come se un adv intervenisse su una discussione di un altro un collega e un suo cliente) nè in quelli in cui altra associazione parla di noi a casa propria. Ma il tema IATA si presta a troppe interpretazioni e quindi eccoci qua.
    Primo punto: chi ha deciso il sistema a punti. Il sistema a punti è stato deciso a livello mondiale. Teoricamente è un buon strumento per tenere fuori gente improvvisata e sempre teoricamente dovrebbe garantire qualità del servizio, poi è nel libro dei sogni il fatto che IATA parli ai clienti e dica “rivolgiti ad un’agenzia IATA (noi siamo etcetc) che ne garantiamo la qualità dell servizio….).
    Secondo punto: l’applicazione in Italia. L’Apjc non ha potuto che recepire, una specie di vidimazione, quanto deciso a livello internazionale e sulla base di siffatti teorici elementi a favore.
    Terzo punto: i corsi attuali. Parliamoci chiaro: ormai si fa solo il corso Refresh che sostanzialmente serve a poco, dura poco e costa non molto. Il corso Refresh NON viene realizzato da partner di cui pure Assotravel si è dotata anche per calmierare il mercato (i “nostri” corsi classici di biglietteria aerea stanno tra i 200 e i 400 euro e spesso li realizziamo a gratis per tutti associati e non grazie ai finanziamenti regionali, ebit, etc).
    Quarto punto: i corsi che dovrebbero essere. Andrebbero rivisti tutti i corsi, individuati degli standard nuovi con corsi realmente utili per fare marketing e assicurare al cliente un migliore standard di servizio. Criteri univoci che anche le associazioni possano applicare e anche centri di formazione riconosciuti (viva la concorrenza!!)
    Quinto punto: al prossimo Apjc non se se ne riuscirà a parlare di questo tema, dobbiamo sbarrare la strada al bsp settimanale…
    Sesto punto: grazie per l’attenzione e per l’ospitalità.
    Francesco Granese – direttore Confindustria Assotravel

    • Caro Granese,
      mi corregga se sbaglio, ma a me risulta che:

      Punto uno. La regola dei punti è stata “pensata” da Iata a livello mondiale ma per renderla valida anche per chi agente già era necessitava di una legittimazione: chi meglio degli stessi agenti: ecco allora il comitato APJC.

      Composto da chi? Secondo il TAH, il 50% deve essere composto da “…accredited TA selected by the community…” ma a me risulta che i membri sono sempre stati uomini della triplice.

      E gli argomenti da discutere? Mi risulta che il calendario non è mai reso pubblico in anticipo…

      Punto due. Nel sito Fiavet http://dataserver.touritel.com/fiavet.com/httpdocs/index.php?attiva_modulo=2&params=2841&sessione=0&idsessione=-1

      è presente un loro comunicato stampa del 23/5/2006 dove, fra l’altro si legge: “…la Commissione ha approvato una mozione che da un lato chiede alle Associazioni di Categoria di voler favorire l’afflusso dei dati sui
      punteggi alla IATA, dall’altro impegna la IATA stessa ad un utilizzo conoscitivo, e non “repressivo”, delle informazioni ricevute. Sarà poi un gruppo di lavoro ristretto a valutare i dati delle Agenzie, ma con
      un occhio alle soluzioni, piuttosto che non alle eventuali mancanze, secondo una filosofia precisa: se la regola dei punteggi risulterà inapplicata, vorrà dire che era sbagliata o inapplicabile, e che si dovranno trovare delle alternative…”

      Soluzioni alternative? Si, le hanno trovate e attivate negli altri Paesi, visto che l’Italia è uno dei pochi (se non l’unico) che ha lasciato in piedi questa porcheria dei punti.

      In Italia si è lasciato campo libero a Iata, chinato la testa.

      Punto tre e quattro. Lasciamo perdere, a questo punto non è proprio il caso di fare considerazioni.

      Eppure la soluzione è semplicissima: sarebbe sufficiente ritirare la legittimazione e dire agli ADV di respingere la richiesta Iata relativa ai punti.

      Ma io sono un “tecnico” e probabilmente non capisco…

      Con immutata stima
      Antonio Coppola

  9. D’accordissimo con la risposta di Autotutela a Emmanuel. Probabilmente la nostra categoria non ha ancora raggiunto la consapevolezza della propria forza. Forse per paura di perdere qualche spicciolo. Siamo oggi in grado di fare qualcosa di più incisivo che lamentarci solamente? Riusciamo a coinvolgere gli animi e le ragioni in un’azione globale di protesta?
    Fiorenzo Cappellini

  10. Caro Granese,
    mi corregga se sbaglio, ma a me risulta che:

    Punto uno. La regola dei punti è stata “pensata” da Iata a livello mondiale ma per renderla valida anche per chi agente già era necessitava di una legittimazione: chi meglio degli stessi agenti: ecco allora il comitato APJC.

    Composto da chi? Secondo il TAH, il 50% deve essere composto da “…accredited TA selected by the community…” ma a me risulta che i membri sono sempre stati uomini della triplice.

    E gli argomenti da discutere? Mi risulta che il calendario non è mai reso pubblico in anticipo…

    Punto due. Nel sito Fiavet http://dataserver.touritel.com/fiavet.com/httpdocs/index.php?attiva_modulo=2&params=2841&sessione=0&idsessione=-1

    è presente un loro comunicato stampa del 23/5/2006 dove, fra l’altro si legge: “…la Commissione ha approvato una mozione che da un lato chiede alle Associazioni di Categoria di voler favorire l’afflusso dei dati sui
    punteggi alla IATA, dall’altro impegna la IATA stessa ad un utilizzo conoscitivo, e non “repressivo”, delle informazioni ricevute. Sarà poi un gruppo di lavoro ristretto a valutare i dati delle Agenzie, ma con
    un occhio alle soluzioni, piuttosto che non alle eventuali mancanze, secondo una filosofia precisa: se la regola dei punteggi risulterà inapplicata, vorrà dire che era sbagliata o inapplicabile, e che si dovranno trovare delle alternative…”

    Soluzioni alternative? Si, le hanno trovate e attivate negli altri Paesi, visto che l’Italia è uno dei pochi (se non l’unico) che ha lasciato in piedi questa porcheria dei punti.

    In Italia si è lasciato campo libero a Iata, chinato la testa.

    Punto tre e quattro. Lasciamo perdere, a questo punto non è proprio il caso di fare considerazioni.

    Eppure la soluzione è semplicissima: sarebbe sufficiente ritirare la legittimazione e dire agli ADV di respingere la richiesta Iata relativa ai punti.

    Ma io sono un “tecnico” e probabilmente non capisco…

    Con immutata stima
    Antonio Coppola

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