Già, se a compiere una “marachella” fosse solo Alpitour uno potrebbe anche lasciar perdere, ma il fatto è che oggi, se a farlo è Alpitour, vuol dire che la stessa marachella può essere replicata da Francorosso, Viaggidea, Swan Tour, Press Tours, Bravo Club, Karambola, Sardegna.com e ora pure Eden Viaggi, Hotelplan, Turisanda… Eccheccavolo, quanti occhi devono avere agenti di viaggio e viaggiatori per difendersi?

Troppi, infatti succede spesso che le marachelle non vengano scoperte proprio perché per riuscirci ci vorrebbe tempo, o fortuna, o una sana dose di diffidenza simile a quella che l'AIAV nutre da sempre verso alcuni soggetti del nostro mondo. In questo caso – guarda caso – è toccata ad Alpitour!

Il nostro T.O. di turno ha cancellato la programmazione estiva 2018 relativa al Bravo Club Mistral di Rodi e, di conseguenza, ha cancellato anche le prenotazioni dei numerosi clienti già confermati. Ovviamente ha offerto riprotezioni, ma queste non sono state ritenute all'altezza (pari) al prodotto cancellato e, per accedere ad un prodotto qualitativamente paritetico al “Mistral”, sono state richieste maggiorazioni anche di 400,00 euro/pax circa. Soluzione impraticabile, quindi. Resta solo la restituzione delle somme versate ma – attenzione – al netto delle polizze assicurative.

E questo non ci piace per nulla…

Se io, consumatore, acquisto una vacanza e tu (operatore) me la confermi, ovviamente posso anche decidere di acquistare polizze assicurative supplementari ed eventuali servizi alberghieri aggiuntivi sapendo di poterli utilizzare e senza dovermi porre il problema di una “tua” eventuale cancellazione. Cancelli? Ok, ma ti fai carico di ogni conseguenza, inclusa quella relativa alla polizza assicurativa acquistata in relazione alla vacanza.
E non solo… Siccome tu, Alpitour, nel cancellare la mia vacanza mi causi un danno, oltre a nulla doverti vorrei tu mi risarcissi in misura doppia rispetto alla penale che mi addebiteresti qualora, a cancellare la prenotazione, fossi io consumatore.

E questo non lo decide il viaggiatore, e non lo decide neppure l'AIAV: lo stabiliscono a chiare lettere le normative, tant'è che anche i cataloghi di Alpitour riportano chiaramente quest'obbligo nelle Condizioni Generali di Partecipazione. Come si dice, carta canta!
Vogliamo quindi sperare che la richiesta di pagamento delle polizze assicurative e la mancata comunicazione del diritto del viaggiatore ad essere rimborsato sia solo frutto della disattenzione o della scarsa conoscenza delle regole di un operatore del booking del più “grasso” operatore italiano (se continua a divorare in questo modo il mercato corre il rischio di scoppiare…); in caso contrario dovremmo pensar male, e non ci piacerebbe per nulla.

Le agenzie nostre associate che ci hanno interpellati saranno seguite dai nostri legali. Per evitare che fatti spiacevoli debbano ancora accadere chiederemo maggiore attenzione. Anche agli agenti di viaggio, però, chiediamo di leggere meglio le regole dei prodotti che vengono venduti ai clienti, questo per non creare danni a nessuno.

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