AIAV non è assolutamente interessata alle condizioni contrattuali che il gruppo ALPITOUR ha sottoposto ultimamente alle agenzie di viaggio. Lo potremmo essere solo quando il contratto presentasse segni di illiceità ma non quando, ad essere poste in discussione, sono le condizioni economiche che un’impresa è libera di proporre e l’altra è altrettanto libera di accettare o rifiutare.

Caso mai – e ci chiediamo il perché del loro più assoluto silenzio – a sollevare gli scudi potrebbero e dovrebbero essere i network, che dalle agenzie percepiscono i loro buoni canoni e sul lavoro delle agenzie costruiscono le loro (cospicue) over commission. Eppure, neppure un fiato, neanche un respiro, e questo a dimostrare che la tutela degli interessi agenziali non è cosa che a loro interessi quando, questi, possono diventare un ostacolo per i loro, di interessi.

Crediamo sia ora che le agenzie di viaggio lavorino per ricercare quell’anima che pare essere perduta, l’anima dei micro imprenditori capaci di lavorare su un mercato complesso mettendo a frutto l’esperienza, l’iniziativa, l’intelligenza e l’infinita possibilità di costruire nuovi modelli di turismo. Tutte qualità che sappiamo bene essere nel DNA degli agenti di viaggio, ma che molti di loro sembrano aver dimenticato di possedere.

È fuori da ogni dubbio che il gruppo ALPITOUR – forte degli innumerevoli tour operator del suo carniere, delle reti agenziali di proprietà o partecipate, della più importante compagnia aerea del panorama charteristico, delle tante gestioni alberghiere e di un portafoglio non proprio striminzito – è oggi in grado di esercitare una fortissima pressione sulle agenzie di viaggio. Lo si sapeva già da tempo, ma chi l’aveva predetto in tempi non sospetti era stato accusato di “gufare”…

Pazienza. Ora la situazione è questa e va affrontata con soluzioni diverse che non lamentandosi o minacciando chissà cosa… Si reagisce costruendo idee nuove, si reagisce dando corpo a soluzioni più vicine a noi agenti che a loro industri del turismo, si reagisce usando la testa anziché l’unione di portafoglio e arroganza.

E si può, ve lo assicuriamo, si può.

Ed è proprio perché reagire costruttivamente si può, e perché crediamo che molte agenzie di viaggio siano in grado di riuscirci, che AIAV non sprecherà il suo tempo verso le iniziative di ALPITOUR.

E se qualcuno ha piacere di insinuare che AIAV risenta di sudditanza verso questo operatore, o che ne abbia timore per eventuali ritorsioni, è bene ricordare che AIAV (e prima ancora AUTOTUTELA…) è stata trascinata in Tribunale (penale…) un sacco di volte da Alpitour e Eden, uscendone sempre vittoriosa in quanto dire la verità, in Italia, non è ancora un reato, e che è stata proprio l’azione della nostra Associazione che ha portato ai rimborsi – inizialmente negati – delle quote assicurative e di iscrizione a tantissimi clienti (e alle agenzie…) colpite dagli eventi del Mar Rosso del 2013 da parte di Alpitour, Eden, Swan Tour, ecc. ecc.

Non temiamo nessuno, ma in questa circostanza – addirittura – nemmeno li consideriamo.

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