Agli autori e alle conduttrici di "Kilimangiaro", come a quelli e quella della precedente "Alle falde del Kilimangiaro", gli agenti di viaggio devono proprio risultare indigesti.
Non c’è mai stata, infatti, una sola edizione nel corso della quale la nostra categoria non sia stata additata in malo modo, o perché antiquata rispetto al web, o perché troppo costosa rispetto alle low cost o all’online, o – semplicemente – perché è più "figo" costruirsi le vacanze da soli magari basandosi sui racconti dei blogger o sui pareri di TripAdvisor.

La realtà è che ormai nessuno ha più idea del valore aggiunto rappresentato da molte agenzie di viaggio. Dico molte perché questo non vale per tutte: vale per quelle agenzie dove la formazione è una realtà, dove l’attenzione verso il viaggiatore è totale, dove le regole vengono rispettate. E devo anche dire che le agenzie di viaggio fanno poco per far capire il loro ruolo – importantissimo – ai clienti…

Comunque, da parte nostra abbiamo ritenuto giusto e opportuno valutare i fatti del 1° aprile come gli ultimi di una lunga serie, e dare una risposta di carattere inconfondibile alla trasmissione: noi non siamo più d’accordo ad essere trasformati in bersagli per le freccette previste dal regista, dal copione, dalle conduttrici o da chissà chi. D’ora in poi risponderemo con i nostri legali ogni qual volta RAI3 – o chiunque altro – vorrà esprimersi falsamente sulla nostra categoria. Oggi abbiamo querelato, domani quereleremo ancora...

Ah… per finire… Le giustificazioni delle conduttrici esposte nel corso della puntata di ieri hanno rafforzato la nostra convinzione di aver fatto esattamente quanto andava fatto per rispondere in maniera adeguata.

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