Era da tempo che se ne discuteva, sia in Associazione che con gli associati e gli AdV tutti. Da troppo tempo.
Quindi abbiamo ritenuto fosse giunto il momento di affrontare la questione dei Direttori Tecnici “prestanome” nella maniera più concreta possibile, ovvero informando (qualora ce ne fosse stato bisogno) sia gli Enti pubblici che l’INPS e l’Ispettorato del Lavoro di come questa malpractice stesse da una parte svilendo totalmente la figura professionale del DT, dall’altra favorendo una concorrenza sleale tra le stesse agenzie di viaggio e, infine, come le casse dell’INPS stesse ro rimettendoci una grande quantità di contributi.
(lettera AIAV a INPS Ispettorato Regioni)

E – in effetti – la questione dei “prestanome” porta con se una lunga serie di violazioni alle norme e di scorrettezze attuate tra colleghi, tutte situazioni che con le numerose offerte di disponibilità da parte di Direttori Tecnici disposti a prestare il loro nome per “…100,00 euro al mese…” hanno veramente fatto traboccare il vaso.

Regola vuole che, per aprire un’agenzia di viaggio, il titolare debba possedere una precisa serie di requisiti. Qualora non li possieda personalmente, è previsto che l’agenzia si debba dotare di un Direttore Tecnico che li possieda e che si faccia garante della buona conduzione dell’agenzia verso il viaggiatore, ma anche verso i fornitori e addirittura verso i collaboratori dell’agenzia.

In passato il “prestanome” era il soggetto che in fase di apertura supportava il titolare fino al momento in cui quest’ultimo non arrivava a conseguire l’ambito titolo sostenendo un esame di abilitazione, o – altro caso frequente – veniva assunto dall’agenzia che ne utilizzava appieno qualità e capacità. A lungo andare l’uso di Direttori Tecnici passati ad altre attività o, addirittura, andati in pensione, è diventata abitudine, come è diventata abitudine pagare sempre meno questa fondamentale professionalità: 100,00 euro al mese.
Ed ecco una pletora di lavoratori (qualificati) pagati una miseria, per di più in “nero” in barba ai Contratti Collettivi di Lavoro, una gran quantità di contributi evasi ed una concorrenza – sleale – verso quelle agenzie che il DT lo pagano regolarmente pur di essere in regola.
Quindi ci è parso giusto affrontare la questione a costo di attirarci antipatie e critiche. Perché la nostra associazione è di “categoria”, ma questo non vuol dire si debbano tollerare cumuli di irregolarità proprio da parte di chi, a questa categoria, appartiene.

Siamo comunque consapevoli del fatto che in numerose Regioni non vengono presentati bandi d’esame per la direzione tecnica da lunghissimo tempo, ed è per questo che le abbiamo sollecitate (tutte) ad indire al più presto un esame, ripetendolo successivamente con cadenza perlomeno annuale (lettera AIAV Esami per Direttori Tecnici agenzie di viaggio).

Ufficio Legale AIAV

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