La percentuale di agenzie di viaggio aderenti a reti organizzate – network, franchising, gruppi d’acquisto – è stimata nel 63% circa, ovvero più di 6 agenzie su 10 rispondono alle direttive emanate da organizzazioni commerciali.  Per contro, le agenzie aderenti alle 4 associazioni di categoria raggiungono a malapena le 2.500 unità, quindi poco più di 2 su 10.  E sul fatto di recepire le indicazioni delle Associazioni non ci sentono proprio…

Il lungo e faticoso travaglio che ha portato il Ministro Michela Vittoria BRAMBILLA al parto del nuovo Codice del Turismo ha dimostrato, qualora ce ne fosse stato  bisogno, che le Associazioni di Categoria hanno avuto un peso pari a zero nell’ottenere quella chiarezza e quelle garanzie del quale il mercato necessitava:  le decisioni sono state prese per soddisfare le lobby più potenti e i gruppi di potere politico ed economico. Per gli agenti di viaggio ed i loro clienti, nulla.

Ed è ridicolo – oggi – parlare di successo quando quelle garanzie supplementari che il mercato voleva per considerarsi “al sicuro” sono state rese facoltative, e quando si è mantenuto in vita quell’imbroglio incredibile che è il fondo di garanzia. Infatti, le critiche più dure giungono proprio dai consumatori che - riflettiamo... - sono i nostri clienti.

Comunque è giunto il momento di chiedersi se gli agenti di viaggio del terzo millennio preferiscono una “supervisione” commerciale o sindacale, e cioè se l’agente preferisce operare secondo gli orientamenti del proprio network, o se il senso di aggregazione frutto della vicinanza ad obiettivi politico-sindacali può ancora essere recuperabile. E in che modo.

In un editoriale abbastanza recente, Angelo De Negri – editore de Il Giornale del Turismo e Presidente della BTM – dice a chiare lettere “… Se la mia carriera nel turismo iniziasse ora, non mi iscriverei a nessuna delle associazioni esistenti…”: una provocazione che si rifà all’elenco infinito di insuccessi collezionati dalle Associazioni che hanno partecipato ai tavoli dell’abbassamento delle commissioni, delle fidejussioni IATA, della defiscalizzazione, ecc. ecc. senza portare a casa nulla.

Giusto, dico io, forse farei così anch’io.  O, forse, sceglierei di fare, e mi spiego.  Il concetto di affidarsi ad un network per ottenere vantaggi è logico e giusto:  lavoro-guadagno-pago-pretendo.  Ma in politica, e si parla di questo, vale il medesimo principio? No di sicuro.

Le iniziative di contrasto alle inefficienze del sistema industriale e politico sono sempre stata esclusiva dei sindacati, realtà capaci di coinvolgere le maestranze in un mix di ragione e passione, di calcolo e coscienza.  Oggi è questo che dobbiamo recuperare: la capacità di salire sulle barricate (in senso figurato) un po’ per ricostruire un paniere di convenienza che renda ancora possibile svolgere questo lavoro e, un po’, per tornare ad essere orgogliosi del proprio mestiere.

L’agente di viaggio deve tornare a credere. E a guadagnare.  Non resta molto tempo per provarci in quanto ogni giorno che passa ci si avvicina al punto di non ritorno, ma non è ancora impossibile tentare. Occorre una coscienza comune ed un comune sentire, perché è chiaro che – a prevalere – non può essere la convenienza (momentanea) del singolo ma l’opportunità del collettivo.

Cosa ne pensano gli agenti di viaggio? Perché sono loro che devono ben capire che si sta disegnando il loro futuro: i disegnatori sono tanti ma proprio loro – troppo impegnati alle scrivanie a decidere se vendere questo o quell’operatore – non tirano neppure una riga, non imprimono nessun colore.  Network o sindacato? Politica professionale attiva o passività sorniona?  

Non basta far parte di un network per esserne parte attiva: è necessario accettare le sue logiche economiche e condividerle, considerare i partner scelti dalla rete come i "propri" partner e credere incrollabilmente nella capacità del gruppo.  Nello stesso modo non basta pagare la quota associativa per sentirsi sicuri che qualcosa di meglio accadrà: il meglio può essere a portata di mano ma non di una sola. E' necessario unirle, le mani, per cogliere risultati, e questo vale anche per quei momenti in cui nel raccolto si crede poco.    

IL GRILLO S..PARLANTE by Autotutela

62 COMMENTS

  1. Non posso che essere integralmente d’accordo con quanto scritto, anzi aggiungo la mia esperienza: quando entrai personalmente nel mondo delle agenzie viaggi, 8 anni fa, il modo di pensare mio e di molti altri miei compagni di facoltà era il seguente: il mondo delle agenzie viaggi inteso come quello di 20-10 anni fa non esiste più; chi è ancora sul mercato pian piano scomparirà perchè non si può stare a fare la guerra fra agenti e trattare il cliente con sufficienza, arroganza, quasi stesse disturbando quando entra in agenzia per chiederti informazioni, fare un biglietto o prendere un semplice catalogo. Era questa l’esperienza diretta che noi clienti avevamo con le agenzie viaggi e capivamo che il loro porsi in quel modo era sbagliato e che puntando invece sulla maggiore attenzione al cliente avremmo potuto ottenere quella forza e quella riconoscenza dal cliente che mancava. Pensavamo quindi che fosse necessaria la collaborazione fra le varie imprese della stessa città, non l’odio e il guardarsi con la coda dell’occhio tanto in voga fra gli agenti di vari settori, fra cui il turismo. Collaborare avrebbe voluto dire sviluppare il turismo, portare turismo e portare clienti nelle nostre agenzie. D’altro canto c’erano le associazioni…ma a fare che? quando decisi di aprire un’agenzia viaggi, chiunque chiedessi mi parlava male delle associazioni, come di qualcosa che non serve a niente se non a chiederti la rata annuale e a ricevere posta pubblicitaria, ma le associazioni ormai erano morte, non si era riusciti a far riconoscere le commissioni ad Alitalia e questo fu il più grosso errore che portò la gente a pensarla così. entrai in un network perchè non avevo scelta, era il mezzo per avere un socio finanziatore, tutto qui, personalmente ero conscio che il network così come mi veniva proposto, cioè formula franchising, non era ciò che mi serviva, ma dovetti firmare per poi recedere alla prima possibilità. I ricavi di un’agenzia sono già minimi, figuriamoci poi se sono erosi dalle richieste in percentuale dei network! serve altro insomma, serve forse un gruppo d’acquisto, un insieme di agenzie che unite riescono ad avere provvigioni più elevate, condivisione di idee, di viaggi organizzati da ognuna di esse, gestione dei pacchetti viaggio annullati dal cliente di un’agenzia e rimessi in vendita a prezzi inferiori, serve l’unione, ma non l’unione a scopo di lucro gestita da un collettore ( franchisor), serve un’unione paritaria di entità di ugual livello sul mercato, per creare e migliorare il turismo, coadiuvata certamente da una figura che si occupi degli aspetti legali e burocratici a livello nazionale, facendo gli interessi dell’agente, non del produttore. Serve quindi un nuovo agente e una nuova associazione di agenti, non un franchising ed un network di interessi spesse volte contrapposti.

    • AUTOTUTELA A SMARRA
      ===================

      Il passaggio attraverso le c.d. “forche caudine” del franchising è stato un obolo pagato da parecchi ADV che oggi, con o senza il “patron”, sono cresciuti e sono diventati abili agenti. Quindi il franchising per noi è comunque una buona cosa.
      == == ==
      Il network è la giusta soluzione per godere di tanti vantaggi a costi contenuti: importantissimo scegliere quello giusto, però, per evitare di sentirsi solo pecore portate al pascolo invece di partner in un concetto di impresa allargata.
      == == ==
      Questo però non risolve il nostro dubbio: le associazioni servono ancora?
      Se si, a cosa e come?
      == == ==
      SMARRA, i suoi commenti sono spesso assai critici: commenti anche questa volta dando libero sfogo alla fantasia, please!

      • Vede Autotutela, è questo che non capisce…io critico quando le mie idee sono contrarie a quanto leggo, non critico tanto per piacere di criticare o per fare il bastian contrario, se leggo qualcosa che ritengo giusto non posso che dire di essere d’accordo…questo falso parere del mio essere, come vede, le è stato trasmesso da qualcuno che non ha capito assolutamente come la penso e per cosa mi preoccupo!

        Per concluedere comunque la mia risposta alla domanda l’ho data: le associazioni servono e vanno ripensate, adattate cioè al sistema agenziale che è mutato enormemente negli ultimi 10 anni (con la liberalizzazione delle licenze)

        • Le associazioni funzionano solo se hanno il sostegno degli agenti di viaggio da cui ricevono le deleghe. Se hanno perso numerose battaglie è solo perchè in alcuni casi l’associazione ha tradito il mandato ricevuto dagli adv accordandosi contrariamente a quanto invece deciso nelle assemblee (vedi Fiavet e commissioni Alitalia); in altri casi hanno perso perchè gli AdV non ne voglio sentire di seguire le indicazioni dettate dal sindacato e fanno di testa loro pur di non perdere il tozzo di pane quotidiano e buttando a mare ben più alti proventi futuri. Detto da un alto funzionario dell’allora Alitalia, sarebbero bastati anche solo altri 7 giorni di stop alle vendite affinchè la compagnia tornasse a ripristinare le commissioni.

      • Ci si associa per convenienza o per abitudine. Accade quando il lavoro procede in modo parcellizzato, chiuso, senza alcuna possibilità di uscita dai criteri prefissati. Oppure perchè il carro cui attaccarsi tira meglio.

        Ma ci si può associare quando si ha una visione comune del mondo (di riferimento), se ci si sente in qualche modo uguali; se si è disposti a fare sacrifici; se si è felici del lavoro che si fa.
        La prendo un po’ larga. Scusatemi. Avere una coscienza operaia non è stato il motore dei primi sindacati organizzati, semmai la si è costruita nel tempo. I primi sindacati mettevano insieme piattaforme per “pane e companatico”. Cioè: “primum vivere, dehinde philosophari”.

        Invece tra noi, il “primum vivere” è vissuto quasi con una vergogna inesprimibile e da nascondere. Perché? perchè noi facciamo cose a metà tra il lusso e il sueprmercato e non possiamo definirci parte di quel cuore pulsante della produzione mondiale come poteva dirsi un operaio Italsider o della San Giorgio da cui discendeva il sentimento vero di essere (anche da morto di fame) parte di un meccanismo essenziale alla vita di tutti. Niente lusso, quindi, e soprattutto niente supermercato…
        Invece, tanto “ego sum cives romano”, come durante l’impero quando anche un pezzente nato al di qua delle mura capitoline poteva sentirsi un vincente.
        Provate a chiedere a un americano o a un russo ex sovietico…

        Allora che si fa? E poi come si spiega l’influenza molto forte di altri sindacati che non rappresentano più operai da altoforni e da cave di ferro, ormai ridotti in numero esiguo (in Europa)?

        Magari – si dice – possiamo fare lobbing. Ma non possiamo fare lobbing se non decidiamo chi siamo noi. Noi, dunque. Un adv sono io, Alpitour, la Tui, Costa crociere e anche Euroturs. Siamo legalmente tutti “uguali”, facciamo tutti lo stesso lavoro.

        [Inciso: in Italia registriamo il fenomeno dell’abusivismo raggungere cifre iperboliche perchè all’assenza di senso civico si somma l’atavico ricorso da “minus habens” alla “proverbiale fantasia”. Eppure basterebbero 12 mesi di controllo, multe e pignoramenti per debellare ogni forma di abusivismo. Fine dell’inciso.]

        Altrove è diverso, però poi si legge che in Germania fenomeni come quello della concorrenza sleale vengono praticati persino dalle banche che nei loro piani marketing prevedono sconti sulle vacanze, purchè si acquistino da loro, così comprendendo che il fenomeno – assai più grave – della concorrenza sleale, non è circoscrivibile a un solo paese.
        In Germania, però, la reazione è stata immediata. Le adv sono scese in piazza. Alcuni network hanno preso posizione contro le banche.

        Noi, dunque. Se la filiera industriale del turismo non prevede che il t.o. abbia una figura giuridica di un certo tipo e che sia considerato come “produttore” e noi come “venditori” non ne usciremo mai.
        Ma d’altro canto come posso io impedire a me stesso di organizzare una viaggio in Mongolia autoprodotto per 20 clienti della mia agenzia?

        Noi vuol dire: che ruolo abbiamo e vogliamo avere. Ecco, forse è perchè non riusciamo a capire nulla del nostro futuro che non possiamo neppure riuscire a definirci. Un tempo chi produceva negli altoforni si sentiva come un piccolo Prometeo liberato. I soldi? le malattie sul lavoro? tutte cose importantissime ma sapere che la fatica veniva ricompensata facendoti sentire “propria” l’azienda che ti sfruttava era un tornaconto essenziale per farti ritonare il giorno dopo a lavorare … e per 35 anni come minimo!!

        Noi invece? Abbiamo qualcosa di “nostro”? Esprimiamo un qualsivoglia “potere”? Sappiamo far immaginare una realtà diversa da quella che viviamo ogni giorno? Abbiamo veramente delle “conoscenze” ? Abbiamo qualcosa che ci distingua, cioè, abiamo qualchecosa che “escluda” altri da quello che facciamo?
        Perchè il resto è tutto servizio, e servizio che vendiamo in anticipo, quindi a rischio.
        Chi possiede navi o hotel non può fare a meno di noi ma anche può trattarci da “utili idioti”.
        Perchè allora non ci chiediamo: che cosa sappiamo fare? e poi che cosa vogliamo fare da adesso in poi?

        Io penso cose semplici ma non so darvi un quadro strategico e tattico. Le butto lì così :

        blocco totale delle licenze;
        riqualificazione professionale e iscrizione in albo;
        sospensione di Schengen: cioè, non atterra e non decolla nessun vettore aereo di nessuna nazione se non si pagano le commissioni alle adv. IATA fuorilegge e costituzione di un’autorità dei trasporti aerei per turismo, business e incentive di tipo nazionale;
        chiunque può organizzare vendere contemporaneamente anche da sé ma non può fornire prezzi diversi a seconda del partner e tantomeno della quantità di “robba” venduta da questo o quello.

        Il discorso si basa su un semplice principio:
        i viaggi non sono merce come un’altra, perché non sono merce deperibile, non sono patate, non sono mattoni, non vanno mai fuori moda.

        Ecco, io mi associerei a un sindacato che mi dicesse che queste cose si possono e si vogliono fare.

  2. Ciao autotutela!
    non sai come cadono a fagiolo le tue parole in questo momento per me!
    Io sono un’agente di viaggio giovane dal punto di vista della professione…..Sto facendo i salti mortali per sopravvivere, perchè diciamocela tutta…non è che sto facendo il botto….sono aperta da circa un anno……non proprio felicissimo direi….
    Sono daccordo con te quando dici che ci vuole una coscienza comune e un comune sentire….un esempio tra tutti….finchè il cliente ci vedrà solo ed esclusivamente come un punto informazioni e non riconoscerà nel nostro lavoro una consulenza vera e propria,non andremo granchè avanti…..io mi scontro tutti i giorni con sposi che vengono qui,mi fan fare i preventivi,costruzione di itinerari, modifiche , incontri dopo le ore di lavoro e poi??? mi chiamano, quando si degnano, per dirmi che se lo fan da soli ( in caso di fly and drive per esempio) per risparmiare…ora, io sono ancora inesperta…ma una domanda la voglio fare a voi che siete i professionisti del caso:
    Perchè l’agente di viaggio non è di fatto una categoria di consulente a 360 gradi? in fondo noi questo facciamo….
    Perchè non esiste una regolamentazione a livello di settore che ci impone di avere un tariffario per le nostre ore di lavoro dedicate ai clienti per il loro itinerari? per le dritte date? per i mille preventivi che ti fan fare per scegliere un viaggio ? Insomma quando si va dal commercialista o dall’avvocato per chiedere un parere, cominciano a girare la clessidra o sbaglio? Perchè noi non dovremmo farci dare un acconto per tutti gli incontri a seguire in caso di viaggio di nozze, che poi scaleremo a contratto firmato?
    Sarebbe giusto e corretto?io credo di sì…non so ditemelo voi colleghi, che avete sicuramente più esperienza di me e sapete come gira il mondo turistico…perchè io proprio non riesco a fare il passo coraggioso di farmi pagare la consulenza, perchè altrimenti chi viene più da me se si sparge la voce che io faccio pagare le consulenze ?
    Sono codarda? ditemelo voi….vi prego….
    Perchè io ci metto passione, ci metto pazienza, ci metto il mio tempo,cerco di dare maggiore attenzione al cliente,perchè oggi il cliente vuole questo, vuole essere coccolato e ascoltato,vuole un sorriso quando entra in agenzia, e non uno sbuffo perchè ti chiede informazioni, ma a fine mese le spese non le pago con questo….purtroppo….e allora,c’è davvero ancora una speranza per noi agenzie oggi?Io credo che da sole, singolarmente, andremo poco lontano….insieme forse una speranza ce la possiamo ancora dare….
    Grazie a tutti per l’ascolto
    francesca

    • AUTOTUTELA A FRANCESCA
      ======================

      Parlando fuori dai denti, l’agente di viaggio non è mai stato, non è e non sarà mai il consulente del proprio cliente. Perché?
      == == ==
      Perché a pagarlo è il tour operator e non il cliente stesso. Perché l’agente pretende di essere il “consulente” ma non vuole chiedere denaro al cliente per timore della concorrenza. Perché fare il consulente implica una preparazione che la maggior parte degli ADV non possiede.
      == == ==
      Solo gli albi professionali (presenti ormai solo nel nostro Paese e in pochissimi altri per rispetto alle lobby che sanno far bene il proprio mestiere…) hanno il diritto di stabilire prezzi e tariffe: se lo fa una categoria come la nostra, fa “cartello”, e per questo è sanzionabile dall’Antitrust.
      == == ==
      Passione, pazienza, tempo, sacrificio: tutte cose belle e nobili, ma è necessaria soprattutto una enorme competenza e tanto coraggio. La competenza per far si che si venga riconosciuti quali “professionisti” ben superiori al concetto di web, fai-da-te, consiglio dell’amico, ecc. ecc., e coraggio per trasformare la competenza in valore aggiunto da farsi retribuire.
      == == ==
      Alcuni ci riescono.

    • non sono autotutela ma vorrei rispondere alle tue domande: non ci pagano per le consulenze che diamo perchè non siamo consulenti! è la realtà, la nostra licenza: siamo intermediari o organizzatori di viaggi e vacanze, non consulenti. Quindi siamo autorizzati a percepire provvigioni dalle vendite di viaggi e servizi ma non possiamo fatturare consulenze ( o meglio, la consulenza non può essere il nostro core business, lo facciamo sempre ma inerente alla vendita del pacchetto viaggi, al fine di percepire la provvigione, non al fine di consulenza in sè…credo sia questa la differenza in parole semplici, fiscalmente e legalmente magari il discorso è più complesso). Certo rode sapere che il consulente del lavoro viene pagato per le consulenze, dall’avvocato o dal commercialista le consulenze si pagano, e magari anche tu hai una laurea importante o uguale uguale a quella del comemrcialista o dell’avvocato ma fai l’agente di viaggio e le consulenze sono gratis, ma non è solo questo il caso. In tanti altri settori le consulenze sono gratis, così come sono gratis i preventivi che tanti di noi vorremmo farci pagare, ogni settore ha i propri usi e abitudini, giuste o sbagliate che siano.
      A me per esempio scoccia tantissimo quando hai un viaggio confermato ed il cliente lo annulla quando ancora non è in penale…tu devi ridare indietro l’acconto e non ci guadagni nulla, quando comunque tutto il tuo lavoro lo avevi già fatto, la pratica era conclusa, è il cliente che ha recesso e tu devi dire addio alle tue provvigioni magari sudate e costate ore lavoro e telofonate e spese bancarie…in questo caso per esempio io metterei un costo di servizio, fatturerei la consulenza percepita dal cliente.
      Poi di casi particolari ce ne saranno tanti altri, ma questo mi è venuto in mente ora perchè l’ho appena sopportato! buon lavoro!

    • Buongiorno Francesca,

      Saro breve….
      1] si e, giusto che tu venga pagata, gli agenti di viaggio non sono commercianti che guadagnano alla vendita del prodotto,DEVONO ESSERE RITENUTI PROFESSIONISTI, quindi esercitando la professione devono essere pagati sempre per ogni quesito che viene posto, dopotutto quando si acquista un auto, mi ca la stessa include tutti i pieni benzina e tutti i lavaggi quando la stessa risulta essere sporca? ???????????
      ::::::::::::
      2] d’altro canto, ovviamente il cliente pretende professionalita’ quella professionalita’ che molti agenti hanno perduto, hanno dimenticato E CHIAMANO PROFESSIONALITA’ SOLO ED ESCLUSIVAMENTE QUELLA FORMA DI SUDDITANZA E SERVILISMO CHE LI METTE A SERVIZIO DEL CLIENTE A 360 GRADI……. E OLTRE SE NECESSARIO, ma per nulla di concreto ed inerente la professione esercitata…. anzi i loro strumenti sono esclusivamente bypassare ogni regola logica pur di asecondare i capricco di “sua maesta’ il sultano cliente”
      Riflettete, molte volte vi fate un assurda concorrenza tra voi, facendo a chi offre di piu’ …….
      ::::::::::::
      Costituiamo un albo dei professionisti, formiamo una DOC come si fa con i prodotti tipici regionali…… gli agenti DOC che rispeteranno il concetto della professione vi potranno aderire, gli altri che continuino a suicidarsi da soli…
      AUTOTUTELA POTREBBE PENSARE A QUALCOSA DEL GENERE che distingua e dia un taglio netto tra agenti di serie A,B,C…. come dissi gia io ad un agenzia parecchi anni or sono, quando era evidente la direzione a caduta libera che si stava intraprendendo.
      ::::::::;;;;
      Grazie. MAURO
      VOLAvia Tour Operator

      • @Mauro

        Professionisti.
        Tutti gli agenti si riempiono la bocca di questo termine.
        Molte volte abusato.
        Un professionista ha appunto in mano una professione acquisita con anni di studio (speso università), master post laurea, anni di tirocinio in studi e/o a seguito
        dei altri profressionisti, iscrizione con superamento di
        esami atti a stabilire il grado di preparazione in modo da
        non gettare discredito sulla categoria.
        L’agente di viaggio no. Gli basta aprire un’agenzia, trovare
        un prestanome di direttore tecnico (se non già fornito da
        qualche franchising) fare 1 giorno / 1 settimana di pseudo
        corsi, ed il gioco è fatto: PROFESSIONISTA DEL TURISMO.
        Ragazzi, un’autoanalisi, un esame di ccoscenza, un pò
        di umiltà non farebbe che bene.
        (e adesso mettetemi pure alla gogna, ma la sostanza non cambia)
        E grazie perchè siete anche una concausa dei nostri guai.
        (per ribattere subito a chi mi taccerà di presunzione, posso
        solo dire: in agenzia dal 1974, svolto tutti i ruoli dalla
        gavetta (fattorino, banconista, responsabile, direttore
        tecnico, titolare) e, nel 1998 aperto la mia creatura, dopo
        (sarò un pò tardo) oltre 20anni di esperiena.

        alfredo adv

        • Per Alfredo,
          concordo con te, non è un pezzo di carta con sopra un timbro, che dimostra le proprie capacità, si avrà un dottorato non lo posso negare, ma non basta per qualificarsi.
          =====
          Anch’io come te, ho fatto esattamente tutto come lo descrivi, con una piccola variante, “ho iniziato nel 1970” aprendo “la creatura” nel 1980.
          ====
          Ciao

        • per Alfredo e Gino,

          scusatemi ma un pò di umiltà non guasterebbe… !
          :::::::
          Passando al Vostro sfogo, per quanto mi riguarda non vi metto nessuna Gogna, ma il tempo non dimostra nulla… era facile fare gli agenti quando le commissioni erano al 9%, le over commission arrivavano ad un ulteriore 9% ed assieme facevano 18%… all’epoca si facevano miliardi !!
          :::::::
          Secondo me non serve più parlare del passato, MA DEL FUTURO ! dimostriamo a tutti che ci saremo anche tra 20anni… e per farlo serviamo noi che ci riteniamo sopra la media…. e dobbiamo assolutamente creare una DOC del Turismo, mettendo fuori dalla porta coloro che si definiscono come noi e giustamente come dite voi sono agenti da 1 giorno con corso express… e poi chiamano i T.O. e chiedendo Phuket in Polinesia, oppure la Costa Rica in Africa…
          ::::::::
          se questi soggetti continuato ad asimilarsi a noi, ledono l’immagine di tutti… !
          🙂
          Mauro.

          • caro Mauro

            perdonami, ma penso che non si l’umiltà a mancarci,
            anzi, ho iniziato come fattorino e, perchè no, me ne vanto,
            tra una consegna e l’altra rubavo nozioni di biglietteria
            che i colleghi anziani custodivano gelosamente peggio
            di una casta eletta con lo scrigno magico…..
            non vorresi essere stato frainteso:
            ben vengano nuovi colleghi, e in controtendenza, memore di quello che avevo passato, quando capitava
            un nuovo collega, facevo di tutto per trasmettergli quello che sapevo.
            Quello che non sopporto, è quella fascia di pseudo colleghi,
            che, perchè sanno smanettare su internet, perchè hanno fatto qualche viaggetto con i genitori, si dichiarano
            agenti di viaggio senza cognizione di causa, e non solo
            chiedono a voi se le cabine interne hanno gli oblò sui
            corridoi, o se consegnano ai clienti che chiedono la Bretagna un depliant sulla Gran Bretagna perchè c’è ne di più.
            Al di là dei tempi d’oro delle commissioni passate (che permetteva di vivere decorosamente e non fi fare miliardi)non è possibile che persone che non sanno spesso neanche esprimersi correttamente in italiano, e che non sanno che Madrid non solo è una capitale, a neanche che si trovi in Portogallo……(!)
            Scherzi parte di personaggi di codesto lignaggio è pieno il nostro ambiente.

            E questa, credimi non è presunzione, ma solo amarezza

            alfredo adv

        • PER ALFREDO…

          BENE NE PRENDO ATTO…
          HAI LETTO COSA DICO DA UN PO’ DI TEMPO ???? IL NOSTRO LAVORO E’ ROVINATO PROPRIO DA QUESTA FASCIA, PER QUESTO SIAMO CONSIDERATI QUASI ZERO E NON CONTIAMO NULLA…
          CREIAMO UNA DOC…. AUTOTUTELA E’ UN BEL MOVIMENTO, POTREBBE FARSI PROMOTER DI QUALCOSA DEL GENERE…
          QUESTO LAVORO E’ DIVENTATO A CHI LO BUTTA PRIMA DIETRO A L’ALTRO…. PENSA CHE NOI NON VENDIAMO AD UN GROSSO GRUPPO PER SCELTA E, PENSA CHE OGNI GIORNO DECINE E DECINE DI QUESTE AGENZIE ACQUISTANO DA NOI, FACENDOSI FATTURARE SULLA LORO PARTITA IVA PERSONALE…. MA TI PARE LOGICO ! OVVIAMENTE QUANDO CE NE ACCORGIAMO TAGLIAMO IMMEDIATAMENTE I PONTI… MA “ESEMPIO” UNO CHE DICE DI CHIAMARSI “AVVENTURA TRAVEL” E POI SCOPRI CHE HA LA CARTA INTESTATA …..VACANZE… ?!?!?!?!?! QUESTI SOGGETTI, APPREZZABILI PER COME SANNO ESSERE CAMALEONTICI… MA ALTRESI’ RIPUGNANTI IN QUANTO VORREBBERO TENERE IL PIEDE IN PIU’ SCARPE…. QUESTO ROSICA AL VICINO E LEDE IL MERCATO…
          ::::::::
          LA SPECIALIZZAZIONE ?? FACILMENTE RAGIGUNGIBILE… PER QUANTO MI RIAGUARDA UN AGENZIA NON PUO’ VENDERE TUTTO… E’ STIMATO CHE IL 20% DEGLI AGENTI NON HA MAI PRESO L’AEREO… ED IL 58% NON E’ MAI ANDATO FUORI DALL’EUROPA…. QUESTO COME PUO’ VENDERE MESSICO ???
          LA MANOVALANZA ALL’INTERO DEI T.O. PEGGIO ANCORA…. L’AEREO ED IL MESSICO LO HANNO VISTO SOLO DA CURE EXPRESS DI VIDEOCASSETTE…
          :::::::::
          MA FACCIAMO DAVVERO QUALCOSA… ! NON PARLIAMONE E BASTA !

          • Mi permetto di intervenire per portare un contributo che ho scoperto da poco. La Regione Lazio, ha istituito da qualche anno la label (che termine fashion!) “Agenzie Sicure”, che ricalca, più o meno quello di cui si discute a volte qua sopra: una vera DOC: standard di qualità nel servizio, aperture prolungate, favorire l’incoming, utilizzo degli strumenti informatici, acquisibile come anche removibile se l’AdV scade di livello.
            Basterebbe (ma ahimè la riforma costituzionale ci ha tagliato le gambe) che vi fosse una unica norma simile in ogni regione.
            Come vedete non stiamo parlando di fantascienza.

          • AUTOTUTELA A FABIO
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            Buon commento. Va precisato che la Regione Lazio non è l’unica ad aver varato piani di qualificazione e riqualificazione per il ns. settore, ma il problema – e lo ripeteremo fino alla nausea – sono gli AGENTI DI VIAGGIO: quanti si informano su ciò che sarebbe possibile fare per migliorare e migliorarsi? Quanti seguoni regolarmente processi di formazione per i collaboratori aziendali? Quanti conoscono le regole del nostro settore?
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            Leggendo i commenti, pochi. Molto Pochi. In compenso abbondano le idee utopistiche…
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            Quando abbiamo – NOI di AUTOTUTELA – dato vita al CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE DELLE IMPRESE TURISTICHE, abbiamo voluto creare un’opportunità che travalicasse i confini delle Regioni, alle quali sono autonomamente affidate le deleghe per il turismo.
            =======
            Se le agenzie volessero prenderne visione, abbracciarne i principi e aderirvi – in tante… – avremmo creato un primo fattore di differenza. Importante e qualificante.

        • caro Alfredo se tu avessi mandato questo messaggio 10 anni fa forse molti non avrebbero aperto o sarebbero stati in agenzia ad imparare dai titolari….peccato… la liberalizzazione oltre ad azzerare il valore delle nostre agenzie ha portato un discredito alla nostra categoria micidiale e letale.
          Non rimane che mantenere ferma la barra ed essere un punto di riferimento per il mercato che stupido non e’ e sa sempre riconoscere le differenze.
          I volumi di vendita sono scesi del 40% per i pacchetti gia’ costituiti dai T.O. , ma le vendite tailor made stanno aumentando, almeno qui a Milano Centro dove anche il salumiere mi ha detto che e’ inutile aprire un’agenzia…lui ha un corner dedicato a chi acquista 10 prosciutti…premio…. li porta una settimana a Sharm.
          E non viene da me, ma il T.O. suo cliente, gli fa offerte giornaliere.

          • giusto questa è la realtà e non si torna indietro….

            Quindi cerchiamo di offrire differenza al tuo salumiere, altrimenti farà bene a comprare ovunque costi meno….

          • Bell’intervento, Moreno.
            La realtà che descrivi è la realtà del fallimento di una certa intermediazione turistica. Ma non la fine del mondo.

            Chi continua a dirti che la realtà è questa e non si torna indietro pecca di sueprficialità e mente sapendo di mentire; con il suo determinismo difende – o crede di difendere – solo il suo orticello.
            Noi invece possiamo costruire un giardino più grande dove ci sia posto per tutti e dove io o tu non ci si debba mangiare il fegato perchè il salumiere vende sharm al posto tuo e tu non puoi vendere i salumi al posto suo.

            E’ uan cosa ridicola pensare che certi pacchetti li possono vendere tutti mentre altri no, quelli – secondo alcuni – sono e saranno – per grazia divina – di competenza nostra. Come se questa premessa potesse salvarci le chiappe. Non sarà così. Non può essere così.

            L’importante è sapere che niente è determinato per sempre e che la qualità spesso da sola non basta.
            Le migliori cose, persino le migliori civiltà, sono schiantate per non aver capito da dove veniva il pericolo. Noi, nel nostro piccolissimo, lo sappiamo, li conosciamo: ce li abbiamo in casa. Magari loro non pensano di essere contro di noi ma lo sono. Sono quelli che asserragliati nel loro bunker ci dicono che stanno vincendo la guerra ma non sanno prevedere da dove arriverà la prossima mina.
            Non si possono fare guerre a armi impari e sperare di vincerle. Ma nessuno ha detto a nessuno di noi di non impugnarne. Non è vero che non ne abbiamo: la professionalità è una di queste. Ma se non viene riconosciuta – e formalmente – non faremo neanche un passo.
            Non è che tu – adv – domattina non possa diventare barista e ristoratore e salumiere tutte le tre cose insieme, poi magari vendere viaggi in un solo locale mentre sforni il pane, tagli il salame o assaggi le fettuccine. No, no, semplicemente NON LO PUOI FARE perchè te lo proibisce la legge sulle adv ma soprattutto perchè il salumiere e il ristoratore sono riconosciuti professionalmente. Pertanto sono difesi maggiormente dalla legge e dalla politica mentre tu e noi NO. Quindi lui vende salame e si fa organizzare il viaggio da un t.o. a sharm, poi domani santo domingo e dopodomani il tour in Vietnam. Tu hai delle leggi nazionali e poi regionali che frammentano il tuo “potere” e la tua riconoscibilità. Così non ce la farai mai.

            Sharm lo devi vendere solo tu. Il salumiere deve passare da te o da un tuo collega. Anche se ha uno sconto dell’80% fatto dal papa in persona. Punto.
            Chi non capisce questo è un morto che cammina.
            E’ uno che pensa che la marginalità sia un’optional per un’agenzia che vive nel famoso libero mercato.

            E da lì che devi ripartire ma non solo parlandone su un forum ma andandolo a dire a chi ti rappresenta.
            SE NON PONI IL PROBLEMA, IL PROBLEMA NON ESISTE.

            Auguri!

  3. Sicuramente l’episodio delle commissioni Alitalia è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso…ma forse no, è stato diciamo il punto di svolta, il momento in cui le associazioni e gli agenti avrebbero dovuto dare il massimo di loro stessi in termini di compattezza e perseveranza, e invece questo andare dritti per la strada dello stop vendite non c’è stato. Eppure credo che in quel periodo potesse essere ancora più semplice che farlo ora, perchè il canale agenziale era l’unico canale di vendita diretto, oltre a quello telefonico che era scarsamente utilizzato, oppure il dover andare a fare il biglietto in aeroporto (non da tutti ) internet non c’era, le agenzie erano ancora poche nonostante da poco fosse iniziata la liberalizzazione. Doveva essere il punto di cambiamento, invece chi c’era ha pensato che il suo lavoro non sarebbe cambiato, che i profitti non sarebbero diminuiti, che le agenzie di viaggio sarebbero rimasti luoghi dove potersi permettere di dire “le biglietterie chiudono alle 18.00, dopo non possiamo fare biglietti”, oppure “questo c’è e a questo prezzo, se le và bene se no non parte” mai immaginando che da lì a poco sarebbe iniziato il fenomeno dei cd.” giri dei sepolcri delle agenzie di viaggi”.
    Per concludere, personalmente ho pensato tante volte di aderire ad un’associazione, non ho mai avuto dubbi sul fatto che non avrei aderito a quelle che siedono ai tavoli del comando, preferisco chi davvero è dalla parte degli agenti, è innovativo e al di fuori dai circoli di partito…tuttavia c’è ancora qualcosa che non mi convince appieno dal fare il passo di associarmi.

    • AUTOTUTELA A SMARRA
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      E’ vero, gli ADV hanno perso un treno importantissimo nel momento in cui hanno deciso di sottostare alle imposizioni dei vettori avallate da FIAVET, ASSOTRAVEL e ASSOVIAGGI, che da posizioni di comodo hanno optato per la “non reazione”.
      == == ==
      Ciò non toglie che la maggior parte delle transazioni di biglietteria – più di quanto non si creda… – passa ancora nelle agenzie, e questo accade sia per i vettori di linea che per le low-cost.
      == == ==
      E non dimentichiamo che le agenzie di viaggio non subiscono solo dai vettori aerei ma anche – e soprattutto – dai tour operator: l’unico loro principio è marginalizzare fregandosene dei modi e dei sistemi. Voi agenti non contate nulla se non quale “massa” aggregata. I clienti non contano nulla se non per i soldi che portano. Le Leggi non contano nulla tranne quelle che fanno loro comodo… Le altre sono un obbligo stupido da eludere ogni qual volta è possibile.
      == == ==
      I presidenti delle varie associazioni degli ADV occupano il tempo passando da un tavolo all’altro dimenticandosi della base mentre il presidente di ASTOI – Roberto “duefacce” Corbella – continua a predicar bene e razziolare male da TV in TV.
      == == ==
      Ma il peggio siamo proprio noi agenti, pavidi e incapaci di dire “basta” a ciò che ci accade intorno pur sapendo che, così facendo, non facciamo sicuramente il nostro bene.
      == == ==
      Graditi i commenti, ma soprattutto ricercati i suggerimenti, se siamo ancora in grado di produrne…

  4. Il punto forse è che nell’ultimo passato e neppure tanto recente anche TUTTE le sigle SINDACALI hanno fatto un bello schifo.
    Pertanto nella percezione di ciascuno di noi credo che ci sia l’idea che neppure da quel versante possa filtrare un po’ di “luce” ma solo interessi clientelari o politici.
    Se deve essere rifondazione che lo sia davvero per tutti

  5. VOLAvia T.O.

    Scusatemi sarò tonto, forse, ma non capisco perchè continuare a parlare del passato e del fù o del fummo….
    ::::::::::::
    Combattiamo tutti ad armi pari… se il cliente non vuole consulenza, fa bene a rivolgersi ad internet, se invece vuole consulenza deve rivolgersi in agenzia, ma deve pagarla la cosidetta consulenza professionale…
    ::::::::::::
    Troppo comodo rivolgersi all’agenzia e voler applicare le REGOLE DI INTERNET, un pò come farsi i fatti propri a casa d’altri…. ma la colpa ritengo che non sia del cliente, ma di chi non in grado di offrire altro… offre anche “se stesso/a” pur di vendere !!!! E QUESTO NON VA BENE, IN QUANTO DANNEGGIA IL SETTORE…
    ::::::::::::
    Noi siamo pieni di agenzie, che telefonano chiedendo opzioni, deroghe, inserimento di biglietti finti ecc…. NON CONSIDERANDO CHE QUESTO E’ PASSATO… oggi per chi lavora con la linea, tutte queste porcate sono pressochè impossibili il che fa denotare che gli agenti, o la maggior parte di essi non se ne sono ancora accorti… oppure altri che chiamano per un preventivo e, due messi dopo vorrebbero confermarlo allo stesso prezzo, INCAZZANDOSI COME IENE E RIBADENDO CHE HANNO CHIAMATO 5 VOLTE… !! questo è passato… e questo i clienti/viaggiatori lo sanno, tantè che scrutano internet, impongono il prezzo e, vogliono l’opzione dall’agenzia…
    ::::::::::
    PER FORTUNA NON TUTTE LE AGENZIE SONO COSI’…

    Mauro.

  6. “blocco totale delle licenze;
    riqualificazione professionale e iscrizione in albo;
    sospensione di Schengen: cioè, non atterra e non decolla nessun vettore aereo di nessuna nazione se non si pagano le commissioni alle adv. IATA fuorilegge e costituzione di un’autorità dei trasporti aerei per turismo, business e incentive di tipo nazionale;
    chiunque può organizzare vendere contemporaneamente anche da sé ma non può fornire prezzi diversi a seconda del partner e tantomeno della quantità di “robba” venduta da questo o quello.

    Il discorso si basa su un semplice principio:
    i viaggi non sono merce come un’altra, perché non sono merce deperibile, non sono patate, non sono mattoni, non vanno mai fuori moda.

    Ecco, io mi associerei a un sindacato che mi dicesse che queste cose si possono e si vogliono fare.”

    Anchio.

      • Vedi, Stefano, per ora siamo in tre… 🙂
        E’ questo il punto. Lamenti, mugugni, qualche proclama, ma fatti molto pochi. E per fatti io penso anche a parole pesanti e chiare come quelle scritte da me.
        Invece …

  7. Per Francesco.D’accordo con te..cosa sappiamo fare e cosa vogliamo fare da adesso in poi??Non sarà forse l’ora do cominciare a vedere le cose con altri occhi?Lo so che è difficile ma è necessario.Abbiamo venduto per anni viaggi organizzati,ma i clienti li vogliono ancora?E quelli che li vogliono li comprano ancora in agenzia o direttamente su internet?Voglio dire se la cultura e il mercato è cambiato,se vogliamo sopravvivere,dobbiamo cambiare anche noi…Ti dirò di più..E’ molto + facile cambiare per un agenzia piccola che per un T.O. che ha un piano aziendale di 5 anni,oggigiorno i cambiamenti sono talmente rapidi che essere grandi e quindi lenti nei movimenti è una disdetta…

    • Sulle magnifiche e progressive sorti della piccola impresa (il grande tabu italiano) avrei qualcosa di ridire, ma nel nostro caso è vero che noi potremmo fare prima. Potremmo, però. Potremmo e basta. Perchè i fatti sono lì a dimostrarci che siamo fermi come degli scogli!!

      Il punto non è solo la programmazione ma è l’idea di turismo organizzato che abbiamo in testa !!

  8. Basterebbe molto poco…. I Tour Operator, se ancora la legge non è cambiata, NON dovrebbero vendere direttamente.
    Quindi vendita diretta = vendita anche in Internet…

    Basterebbe molto poco: far rispettare la legge che dice che i TO possono NON possono vendere direttamente.
    Società parallele, franchising ad arte, siti di vendita on line e quant’altro sono solo degli escamotage per aggirare la legge, e quindi andrebbeo sanzionati.

    La singola AdV su internet pubblicizza tutto quello che vuole, i TO no perchè questo è lo spirito della legge (fino a che non la cambiano).

    • Guarda che i t.o. possono vendere dove vogliono. Il termine t.o. non identifica un soggetto separato e distinto da un’agenzia di viaggi.
      Le considerazioni che fanno i t.o. sono solo di natura commerciale e non legale. Per ora. Esiste semmai un diverso livello di responsabilità civile sul pacchetto venduto, ma niente di più.

    • AUTOTUTELA A GFC
      ================
      Spiacenti di contrariarla ma la Legge dice esattamente il contrario: il T.O. può vendere direttamente o attraverso terzi (gli ADV), così come gli ADV possono, volendo, organizzare in proprio. Il farlo o meno si valuta secondo convenienza.
      ======
      Franchising, network e On-Line-Travel-Agency non sono “escamotage” ma precise realtà imprenditoriali che rispondono, concettualmente, alle Leggi.
      ======
      La Legge non è un cancello che si chiude per non far scappare i buoi… Se i clienti fuggono dalle agenzie è anche perché molti agenti non conoscono bene le possibilità offerte dal mercato e non le sfruttano appieno.

      • Io sapevo che per vendere direttamente dovevano essere, esplicitamente, anche “travel agent” (dicitura che non mi sembra compaia frequentemente).

        Se si definiscono, come la stragrande maggioranza si definisce su opuscoli e depliant, semplicemente Tour Operator con questa dicitura dovrebbero avere il divieto tassativo di vendita diretta, sotto qualsiasi forma.

        • AUTOTUTELA A GFC
          ================

          L’art. 83 del Codice del Consumo recita testualmente:
          =======
          ART. 83
          (Definizioni)
          1. Ai fini del presente capo si intende per:
          a) organizzatore di viaggio, il soggetto che realizza la combinazione degli elementi di cui all’articolo 84 e si obbliga in nome proprio e verso corrispettivo forfetario a procurare a terzi pacchetti turistici;
          b) venditore, il soggetto che vende, o si obbliga a procurare pacchetti turistici realizzati ai sensi dell’articolo 84 verso un corrispettivo forfetario;
          c) consumatore di pacchetti turistici, l’acquirente, il cessionario di un pacchetto turistico o qualunque persona anche da nominare, purché soddisfi tutte le condizioni richieste per la fruizione del servizio, per conto della quale il contraente principale si impegna ad acquistare senza remunerazione un pacchetto turistico.
          2. L’organizzatore può vendere pacchetti turistici direttamente o tramite un venditore.
          ========
          Come si evince dal “comma 2”, l’organizzatore – tour operator – non ha l’obbligo di vendere esclusivamente tramite intermediario.

          • Tour Operator & Travel Agent: chi sono e come operano

            Il continuo sviluppo del turismo di massa, avutosi negli ultimi anni, ha dato luogo al fenomeno dei viaggi organizzati “tutto compreso”, la cui commercializzazione è stata regolamentata dalla Direttiva 90/314/CE.
            .

            Inoltre, occorre sottolineare che il rapporto giuridico tra Agente di Viaggi e consumatore deve inquadrarsi nel contratto di mandato, con i conseguenti obblighi dell’agenzia (mandataria) di attenersi alle istruzioni del cliente (mandante) e di eseguire la sua prestazione in modo diligente.
            Agenzia di Viaggio

            Esistono tre tipi di Agenzie di Viaggio:

            a) Tour Operator: sola organizzazione e produzione di servizi “tutto compreso”, senza vendita al pubblico.

            b) Tour Operator & Travel Agent: organizzazione, produzione e vendita al pubblico.

            c) Travel Agent: solo vendita al pubblico di prodotti organizzati da altri.

            Definizioni

            Servizio “tutto compreso”: si intende la combinazione di almeno due di questi elementi: trasporto, alloggio o altri servizi turistici non accessori ai primi.

            “Organizzatore”: si intende il soggetto che organizza in modo non occasionale servizi “tutto compreso” e li vende direttamente o tramite un venditore.

            “Venditore”: si intende il soggetto che vende servizi “tutto compreso” proposti dall’Organizzatore.

            Attività delle Agenzie di Viaggio

            Sono attività tipiche delle Agenzie di Viaggio, sia in forma coordinata che isolata:

            a) la raccolta di adesioni a viaggi e crociere per l’interno e per l’estero;

            b) l’organizzazione e la realizzazione di gite ed escursioni individuali o collettive e visite guidate di città (ovviamente avvalendosi di personale in regola con quanto stabilito dalle apposite norme sulle professioni turistiche);

            c) la prenotazione e la vendita di biglietti per conto delle imprese nazionali ed estere che esercitano attività di trasporto ferroviario, automobilistico, marittimo, aereo o altri tipi di trasporto (per essere concessionari di biglietteria, occorre essere autorizzati dalle relative imprese di trasporto);

            d) l’informazione e l’assistenza ai propri clienti, nonchè accoglienza degli stessi nei porti, aereoporti, stazioni di partenza e di arrivo di mezzi collettivi di trasporto;

            e) la prenotazione dei servizi di ristoro e di strutture ricettive, ovvero vendita di relativi buoni di credito (voucher) emessi anche da altri operatori nazionali ed esteri;

            f) ogni altra forma di attività connessa con la vendita dei servizi di cui sopra (assistenza per il rilascio passaporti e visti consolari; prenotazione e vendita di biglietti per spettacoli, fiere, manifestazioni; organizzazione e realizzazione di congressi e simposi; cambio valuta; noleggio con o senza conducente in proprio).

            (http://www.isyba.it)

          • AUTOTUTELA A GFC
            ================
            Esattamente come riportato dal suo testo:
            ““Organizzatore”: si intende il soggetto che organizza in modo non occasionale servizi “tutto compreso” e li vende direttamente o tramite un venditore.”
            =======
            Quello che abbiamo riportato è LEGGE. In Italia, i termini “Tour Operator / Travel Agent / non esistono.

    • BUONGIORNO FRANCO,

      SII PIU’ CHIARO…. IO SONO MAURO, SONO IN VOLAvia DA 25 MESI (2 ANNI), SONO UNO DI QUELLI CONSIDERATI “MANAGER”… E SINCERAMENTE NON TI CAPISCO..

      ATTENDO ASAP. GRAZIE.

  9. AUTOTUTELA A TUTTI
    ==================

    SUGGERIAMO, A CHI INVITA AUTOTUTELA A FARSI PROMOTRICE DI UNA SORTA DI “DENOMINAZIONE D’ORIGINE CONTRALLATA” PER GLI ADV, DI PRENDERE VISIONE DEL “CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE DELLE IMPRESE TURISTICHE” STILATO – SU INIZIATIVA DELLA STESSA – IN COLLABORAZIONE CON TUTTE LE CATEGORIE DELLA FILIERA.
    ======
    Sarebbe un bel primo passo, ma è duro rispettare le norme di Legge, per questo siamo convinti che l’adesione sarà bassa…
    ======

    • Ciao Autotutela,

      condivido con te, la maggior parte delle agenzie lanciano idee utopistiche… (ovvero fesserie impraticabili)…
      e capisco la tua linea, ma sai bene che chi non ha altri strumenti se non quello della scorrettezza, come potrebbe AUTOREGOLAMENTARSI… ????
      il problema di fondo è che di fronte ai clienti sembriamo proprio dei PINOCCHIO… schiacciati tra GATTO & VOLPE (Clienti e FORNITORI)…
      secondo me ci vorrebbe semplicemente una linea più dura (prerogativa mai nascosta da VOLAvia T.O.)…. ci vorrebbe una linea comune che chi sa lavorare non si svende, mentre chi si svende “peggio per lui/lei” vuol dire che non ha altro da offrire, se non prostituirsi…

      fammi sapere cosa ne pensi…
      M.

      • AUTOTUTELA A MAURO
        ==================

        AUTOTUTELA non è mai stata per le linee “morbide” ma questo non vuol certo dire approvare modalità operative difficilmente conciliabili con la realtà.
        ======
        Il rigore non può trasformarsi in profitto. Per il resto, la nostra disponibilità rimane sempre ampia.

        • Ci ha detto che il rigore non può trasformarsi in profitto?
          Quali sono le “utopie” degli adv? E chi ha stabilito che cosa è e che cosa non è “utopia”?
          Se l’utopia copre il vuoto di progetto organico, l’utopia è l’unica soluzione. Se il progetto organico è solo sulla carta e non se lo fila nessuno non è meno campato per aria delle vituperate utopie. Forse se usciamo dai luoghi comuni è meglio per tutti.

          • AUTOTUTELA A FRANCESCO
            ======================
            Quando i moderatori del sito intendono dare una risposta generica la indirizzano A TUTTI. Nello scrivere a VOLAVIA si è inteso far filtrare un concetto che – seppure chiarissimo ad Associazione e T.O. – può risultare oscuro ad altri. La questione del “profitto del rigore” si lega a questa precisa situazione.
            ========
            Per quanto alle utopie, con queste intendiamo quelle ambizioni che – purtroppo o meno male – non si tramuteranno mai in realtà. Quali?
            ========
            Quella del ritorno “forzoso” ad eque commissioni da parte dei vettori: abbiamo invitato gli ADV a far causa alle compagnie e cosa abbiamo ottenuto? Un silenzio talmente rumoroso da creare imbarazzo… Quella del porre “fuorilegge” la IATA, che vive in tutto il mondo ma che fa quel che vuole solo in Italia: come mai? Quella del blocco delle licenze: sarebbe illegale sulla base del principio del libero mercato, quindi chi ci darebbe mai retta? Un Albo? Mentre ne cancellano altri?
            ========
            No, il nostro futuro non si cela tra le pieghe dell’utopia ma, piuttosto, in mezzo alle difficoltà di una sorta di “moralizzazione volontaria” del settore. Devono essere gli ADV a fare il primo passo: qualificarsi professionalmente per valere, stabilire cosa desiderano essere e porsi su una linea netta, selezionare clienti e fornitori secondo principi chiari e rigorosi. Sarebbe già un buon primo passo…

        • Ciao Autotutela..

          se per “profitto” ti riferivi a qualcosa di cui siamo a conoscenza, ti ho già spiegato che Noi A DIFFERENZA D’ALTRI, prepaghiamo tutti i servizi… E QUESTA NON E’ UTOPIA, ma solo forza commerciale, PERTANTO QUANDO SI MANIFESTA CHE QUALCUNO TENTA DI FARCI FESSO, NOI, NON SUPPLICHIAMO IL FORNITORE MA PRETENDIAMO IL RISPETTO DOVUTOCI VERSO CHI HA EFFETTUATO L’ORDINE, ESIGENDO IL RISTORO DI QUANTO PAGATO…, (dopotutto non siamo i galoppini di nessuno) E, MI SEMBRA OVVIO CHE PER CAUSE ALTRUI NON DOBBIAMO ROVINARCI L’OTTIMA REPUTAZIONE DI CUI GODIAMO AMPIAMENTE VERSO I NOSTRI FORNITORI…
          comunque il post non parlava di queste vicende che via via si stanno esaurendo e da qualche mese stiamo applicando una linea ancor più rigida, ovvero non aprendo la porta a nessunO sconosciuto.
          ::::::::
          Ciò premesso, come possiamo fare per tutelare quella che io definisco “LA PROFESSIONE”… in quanto la conoscenza ha un costo molto elevato e tale conoscenza va promossa e difesa..
          sei d’accordo ?
          :::::::::
          Mauro.

          • Una risposta ad Autotutela.

            1) il libero mercato non è un principio sancito da alcuna legge. In Italia il mercato per fortuna ( e purtroppo negli ultimi 15 anni molto meno) è sottoposto ai limiti che gli impone il rispetto della libertà dei cittadini e anche dei lavoratori, nonchè quelli imposti dalla Costituzione. Le fortune di appena due lustri delle teorie strampalate del liberismo economico hanno dato i frutti che abbiamo davanti a noi e si sono rette in realtà su un meccanismo di finanza selvaggia che a dire il vero ha privilegiato politiche monetariste senza prospettiva di sviluppo riguardo ai paesi avanzati privilegiando invece lo spostamento di capitali e interessi verso aree un tempo depresse ma in crescita (Cina, Brasile, India ecc.ecc.). In Italia poi ne è nata una variante odiosa: quella del “liberismo contrattuale” che ha colpito e colpisce il nostro settore quanto altri e ha prodotto solo povertà e incertezza.
            Chiudo qui per limiti di tempo e spazio ma sono disposto a discutere con voi di economia e dimostrarvi che il libero mercato con la nostra complessiva vicenda c’entra come i cavoli c’entrano a merenda.

            Libero mercato è in definitiva un’affermazione generica che diventa idologica se non si chiarisce libero rispetto a chi e che cosa.

            2) Albi: Ma dove avete visto chiudere gli albi in Italia? Forse quelli delle figurine Panini. Siamo pieni di ordini (quelli sì pleonastici) che si vorrebbero per l’appunto tramutare in albi. E non ci si riesce.
            Vi pare che sia meglio tenersi il direttore tecnico piuttosto che passare ad avere una categoria di organizzatori e venditori che regolarmente passa un esame di stato? Abbiamo dei commercialisti mediamente molto bravi in italia e anche alre professioni possono vantarsi di avere professionisti seri tra le loro fila.
            Noi non siamo visibili. Un albo ci renderebbe visibili.
            Poi se invece vogliamo dire che un t.o. con 150 ragazzotti al call center avrebbe dificoltà a far fare un esame di stato a ognuno di loro perchè la sua previsione è di metterli alla porta dopo sei mesi beh, allora capisco il senso dell’utopia.

            3) A me sembra che il “ritorno forzoso” alle commissioni sarebbe molto semplice se si facesse un “ricorso forzoso” al codice civile, sempre che la “forzosità” non faccia scendere l’ernia a qualcuno per la troppa forzosità del movimento. Che gli adv non abbiamo fatto causa mi sembra ovvio. 1000 lavoratori cui levano del denaro non ricorrono in tribunale. Hanno altre sedi. Gli adv non le hanno. Il deficit è politico e attribuirlo alla mancanza di coraggio
            nell’affropntare una causa mi sembra ingeneroso e anche un po’ miope.

            4) Ma se anche voi dite che solo in Italia la Iata fa quello che vuole, che cosa dovremmo fare ? Tenerci la sua illegalità e noi continuare a urlare all’untore se qualcuno dice che della Iata se ne fotte e la vorrebbe al di là delle Alpi? Allora teniamoci la Iata ma se poi le denuncie non partono troviamo un altro sistema per metterla in regola, senza premettere che l’unico sistema adottabile è quello che è già fallito!!

            5) Voi volete moralizzare il settore e date a me dell’utopista? Volontariamente? Non esistono morali adottate volontariamente, quasi sempre sono state forzose e anche dolorose. Capisco però che se non credete più nelle regole vi resti solo la morale. Il rischio è che poi si faccia la morale a chi non serve.

        • X AUTOTUTELA da Mauro;
          :::::
          Grazie per il chiarimento, gli era dovuto a Francesco…
          :::::
          per quanto concerne il resto, se leggi sotto ti ho scritto il primo post alle 06,17 di stamattina, ora sono le 18,01, ti pare che io non abbia le idee chiare sul da farsi ? o che stia qui a prendere in giro ed a farmi prendere in giro ?
          :::::
          No ! nulla di tutto questo… sono qui per volontà, passione, ardore, sentimento, voglia di fare, ambizione…..ed ovviamente per far fare profitti all’azienda che mi paga !
          Tutto qui…. poche chiacchere e tanti fatti… questo sarebbe già un giusto passo verso la professionalità, concetto che molti pronunciano, ma che pochi ne conoscono il significato..
          :::::
          Andiamo avanti così, magari un giorno qualcosa cambierà..
          :::::
          PS. per quanto riguarda le cause alle comp. aeree, le stesse hanno una paura fottuta degli avvocati… quindi non lasciate mai correre, fate valere sempre i vostri diritti !
          lo dico per esperienza..
          M.

          • AUTOTUTELA A FRANCESCO
            ======================
            Il “libero mercato” è ciò che si ottiene mediante l’applicazione delle Leggi – non dei ceci – comunitarie, nazionali e regionali (per quanto attiene al ns. settore). Non ci piacciono? Ok, vediamo come cambiarle ma senza aspettarsi che a cambiarle siano gli altri.
            ========
            Gli albi? Esiste quello dei Direttori Tecnici, presso ogni Regione. Ed è anche l’unico albo che si può ragionevolmente considerare (per il ns. settore) in quanto rappresentativo degli unici soggetti che hanno dimostrato di possedere conoscenze professionali. Ma l’averlo – l’albo – non ci pare rappresenti un punto di forza per il settore agenziale.
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            Gli ADV sono gli unici soggetti in grado di far causa alla IATA. Chi l’ha fatto ha vinto. Gli altri – quelli che hanno preferito lamentarsi – si lamentino pure, ma non otterranno nulla.
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            La IATA fa ciò che vuole in Italia solo perché gli ADV la lasciano fare. Negli altri paesi, e non solo europei, gli ADV – che partecipano fortemente le associazioni stabilendone le linee guida – non hanno certo accettato supinamente le condizioni vessatorie che regolano la sua attività nel nostro Paese… Egitto, India e persino Sudan insegnano.
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            AUTOTUTELA non le ha dato dell’utopista ma giudica utopistiche tutte quelle fughe in avanti che non possono ragionevolmente portare a nulla: prima di pensare a interdire il volo alle compagnie che non ci pagano (il contratto IATA è oneroso, ma basta uno 0,5% perché i vettori risultino adempienti…) sarebbe opportuno risolvere il problema delle piogge acide di ADM comminati per i motivi più futili, e in attesa di un Albo globale ci accontenteremmo anche solo di una maggiore armonia delle Leggi Regionali. Magari da ottenere col sostegno di 11.000 agenti di viaggio e non dei soliti quattro amici.
            ========
            FRANCESCO, il problema è complesso: ci lavorano persone, partiti, commissioni, associazioni. Eppure i risultati sono quelli che si vedono. Perché? Perché – assurdo ma vero – gli agenti di viaggio SE NE FREGANO. Per uno che fa, cento se ne infischiano e attendono. Cosa? Non si sa.
            ========
            Inutile anche fare critica l’uno verso l’altro su questo sito: se gli ADV che scrivono ogni giorno prendessero tessera e due ore alla settimana da dedicare all’associazione… Allora si che si potrebbe fare qualcosa in più.

  10. Buongiorno Autotutela,

    rileggendo tutto, la situazione è alquanto sconfortante, la cosa strana è che nessun T.O. entra in questo Blog a dire la sua… mentre ogni giorno agenti si lamentano della situazione, ma è mai possibile che a nessun T.O. FREGHI che i loro clienti non sono contenti della situazione….. oppure paradossalmente ai T.O. va tutto benissimo !!
    Per quanto ci riguarda…. per i numeri non ci lamentiamo, dopotutto perseguiamo una strada abbastanza in controtendenza rispetto alla massa dei T.O., vero è però che le agenzie vendono tutt’oggi oltre l’80% dei pacchetti e le agenzie soffrono, quindi il mercato è SOFFERENTE…
    possibile che non freghi a nessuno di del piano superiore che il nostro condominio comune soffre ?
    Mi piacerebbe conoscere le opionioni della rete….
    ;;;;;;;;;;;
    Mauro

    • AUTOTUTELA A HELP DESK
      ======================
      Il sito di AUTOTUTELA è uno dei primi che i T.O. leggono al mattino, all’apertura degli uffici, e lo dimostra il fatto che – quando di qualcuno di loro non si parla bene – le rimostranze ci giungono in prima mattinata, mai dopo…
      == == ==
      E il fatto che ci leggano, e non scrivano, è cosa che dovrebbe far riflettere gli agenti di viaggio e i viaggiatori che ci seguono: il rifiuto del confronto – anche duro… – è cosa che deve sempre preoccupare.
      == == ==
      Piuttosto sarebbe bene che gli ADV evitassero di affrontare situazioni “professionali” in un’area aperta al pubblico imparando a distinguere tra ciò che è opportuno che il cliente sappia e ciò che, invece, deve restare tra colleghi.
      == == ==
      Vogliamo ricordare che AUTOTUTELA dispone di un FORUM con aree riservate agli addetti ai lavori.

      • Buongiorno Autotutela,

        grazie per la pronta risposta, esaustiva !
        :::::
        Sono pienamente d’accordo con te “i panni sporchi vanno lavati tra professional”, però come hai potuto appurare, NOI PREDILIGIAMO LA TRASPARENZA e, nei pochi casi di divergenze anche con Voi abbiamo sempre prediletto “il botta risposta” in quanto la trasparenza e la verità sono sempre alla base del buon rapporto umano, dopodichè Vi può anche essere Business…
        Mi pare difatti che qualcuno in passato abbia anche apprezzato la nostra trasparenza ed il “botta risposta”..
        comunque non è questo il post dove parlare di affari interni.
        :::::
        Ciò premesso, se i T.O. scendessero al piano di sotto, ad ascoltare i loro colleghi agenti, forse anche gli agenti vedrebbero meno distanza tra loro ed i T.O. e forse assieme si potrebbe pensare di costruire qualcosa di utile al sistema…
        quando frequento (sempre meno)manifestazioni come TTG, BIT ecc.ecc. sento questi T.O. altosonanti ribadire noi siamo, noi siamo, noi siamo….. forse non sarebbe più opportuno che qualcun altro anzi che ascoltare passivo dicesse loro… “voi siete, voi siete, voi siete”… secondo me questo è il primo punto da sanare per progettare i prossimi 20 anni.. dopodichè, che ognuno metta la sua…
        e ripensiamo ad un mio vecchio posto del passato… per ristabilire le posizione e fare i T.O. si dovrebbe essere costretti ad una FIDEJUSSIONE, cosicchè nessuno potrebbe o avrebbe interesse a scavalcare il ruolo altrui…
        :::::
        in borsa (finanza creativa) avveniva più o meno la stessa cosa, si comprava con lo scoperto, ora da qualche tempo non si può più fare, per comprare si devono avere i soldi.. altrimenti non si compra…. quindi un T.O. per immettere milioni di euro di prodotti sul mercato, dovrebbe essere coperto, a tutela del mercato, di pari fidejussione… altrimenti quel T.O. non dimostra di avere la forza di immettere tanta quantità di cose, fare concorrenza spregiudicata, azzardando, ovviamente con le tasche dell’utente finale e dilazionando pagamenti, SPECIALMENTE AI GROSSI GRUPPI D’ACQUISTO, a 30/60/90…. tutto questo falsa il mercato, in quanto le agenzie affiliate a tali gruppi non comprano più dove la qualità è maggiore ed il prezzo è più competitivo, ma comprano dove viene loro ordinato di comprare, vi pare logico tutto questo ? e poi parliamo di interessi del cliente ? ma quali interessi… è tutta una presa in giro….. sono anni ormai che fare gli interessi del cliente/viaggiatore significa combattere contro i mulini a vento…sono anni che del cliente non frega più niente a nessuno, tranne rare eccezioni…
        RIFLETTETE…. al consumatore non gli e ne frega nulla dell’insegna che avete fuori dal locale commerciale, il viaggiatore bada solo ai propri interessi, quindi alla qualità, all’affidabilità ed al prezzo ovviamente…
        dovrebbe essere quindi l’agente a fornirgli la giusta consulenza, di prezzo, affidabilità, qualità…. le tre cose devono viaggiare di paripasso, TODOMONDO esempio aveva solo il prezzo, altri NOMI hanno solo qualità e parziale affidabilità, ma non il prezzo…
        se l’agente torna a fare il proprio ruolo, avendo una visione piena del settore a 360° e non agendo come formichina affaccendata… per operare nel turismo oggi bisogna essere lucidi, consci, ragionevoli ed esperti..
        RIFLETTETE….
        Grazie

  11. VISTO CHE LA PRIMA COSA CHE FANNO I T.O. AL MATTINO é LEGGERE QUI

    ===> facciamo una equazione:
    SPACE TOUR : NEW TAURUS = IPERSPAZIO VIAGGI : BOTTO ASSICURATO

    Son sempre loro direi…… no ??

  12. visto che si parla di netrwork vi invito a leggere l’articolo “Network l’estate non è partita” su guida viaggi n.1323 del 23 maggio

  13. Buon giorno a tutti,
    Oggi per l’argomento in considerazione sento suonare mille campane o puodarsi è il vento che porti il suono da lontano.
    Ma quanta ragione avete a constatare la nostra inerzia ed incapacità di agire ma continuando a pagare il dazio mensile alle associazione, inutili monumenti con l’unico scopo di firmare condizioni averse e dannose contro gli agenti. Sono una minoranza ma riescono sopravvivere grazie all’ignoranza di un branco di pecore. Hanno fatto di tutto per farsi trombare dalla Iata con i sui corsi di addestramento estorcendo soldi per un servizio asurdo, inutile ma sopratutto mortificante per chi ha dovuto firmare di essere “un esperto in biglietteria”. Eppure nessuno pensa come mai negli ultimi 25 anni eravamo abili perche nessuna richiesta di corsi era giunta, invece ora 25 anni di onesto lavoro valgono 10 punti ( per i defficienti che ci sono accordati) e altri 50 valgono circa 800 euro per le tasche della Iata o????.Pensate, pensate a cosa possono inventare per spillare onesti soldi dopo che la pacchia dei corsi si easurisce, o tra due anni per essere abile devi avere 100 punti. Pensate perche è permesso anche se sicuramente anticostituzionale l’oobligo di avere due persone in agenzia. Allora un povero disgraziato che si innamora di questo mestiere cercando di tirare il pane quotidiano non puo vendere un servizio importante se non paga una seconda persona autocondanandosi all’estinzione per debiti. Ha forse qualcuno pensato che cosi accetando una regola privata puo favorire la cresita di centri prenotazione da cui puo ricavare un utile personale???? Dato che leggo le giuste recriminazioni di Autotutela in merito mi chiedo se non sarebbe giusto ed opportuno che Autotutela con la sua autorevolezza dennuncia al garante ed al consiglio di Europa per i diritti del cittadino tutta questa porcheria e sopratutto il fatto che nel consiglio il 50% di diritto era composto solo da associazioni e non da agenti di viaggio in persona come la resoluzione stabilisce. Cosi oltre 10000 ADV non hanno nessuna voce in capitolo e devono subire le decisioni di 2500 ciecchi e sordi pure loro autolesionisti commandati a bacchetta.Io sto pensando di farlo ma dubito molto della possibilità di ricevere una risposta oltre alla ricevuta della raccomandata. Autotutela ha la forza e l’autorità di andare contro i lobbies pensando agli ADV come sempre detto.

    • AUTOTUTELA A NICK ZAFIROPOULOS
      ==============================

      Purtroppo – e ripetiamo purtroppo – AUTOTUTELA non ha alcuna legittimazione a denunciare il comportamento della I.A.T.A. che opera, ricordiamolo, in virtù di contratti sottoscritti con gli Agenti di Viaggio.
      == == ==
      Sono questi ultimi che, da soli o in nostra compagnia, possono adire le vie legali o denunciarne i comportamenti vessatori alle Autorità nostrane o comunitarie, ma non è certo l’Associazione a poterlo fare autonomamente non avendone titolo: AUTOTUTELA non è un’agenzia di viaggio, non è autorizzata I.A.T.A. e non emette biglietteria.
      == == ==
      La nostra Associazione ha sempre dichiarato – e la riconferma – la propria disponibilità ad affiancare gli agenti di viaggio in eventuali azioni singole o – meglio – collettive. A loro il compito di decidere.

  14. a Autotutela
    Grazie per la delucidazione che comunque conoscevo ma la domanda principale rimane sempre la stessa.
    Perche non chiedete ai vostri associati di firmare una dichiarazione di autorizzazione a proccedere che sono sicuro tanti altri firmerrano.
    Ho parlato con il Sig. Granese in merito e lui mi confesso che stanno “pensando” ad un’altro intervento al garante essendo il precedente rifiutato. Ma è solo logico che se vero, il garante rifiutò un ricorso da chi aveva firmato il consenso alla Iata. ( Firmato anche Assotravel Assoviaggi, cioè con il consenso della confindustria. Cose da PAZZI da malincomio. Autotutela ha gli avvocati e le conoscenze e sono certo che può fare di piu. Se no, questo povero branco sara sempre alla mercè dei furbi.
    Carissimo Fulvio se vuoi, puo farlo. Non si puo tenere all’infinito un esercito se non c’è anche qualche scaramuccia.

    • AUTOTUTELA A NICK ZAFIROPOULOS
      ==============================

      Lei ci domanda “…perché non chiedete ai vostri associati…”? La risposta è semplice: perché siamo stanchi di chiedere agli ADV di rimboccarsi le maniche. Se gli agenti di viaggio vogliono salvarsi dall’estinzione (sempre più vicina…) imparino a darsi da fare e chiedere.
      == == ==
      Un imprenditore o professionista o consulente o come accidenti vuole farsi chiamare, ha il DOVERE di lottare in maniera intelligente e determinata per salvare la propria azienda, il proprio mercato, la propria categoria.
      Se non lo fa, è giusto che la selezione naturale del mercato ne decreti la morte commerciale, necessaria a migliorare e rendere più forte chi resta.
      == == ==
      L’agente di viaggio deve cambiare, o estinguersi in quanto – così com’è – non ha alcuna possibilità di sopravvivere. E non si critichino le Associazioni… Sono composte da agenti di viaggio, così come i nostri partiti sono l’essenza degli elettori che li votano e i come i governi sono l’espressione della maggioranza dei cittadini. E ognuno ha il governo che si merita.
      == == ==
      AUTOTUTELA svolge moltissimo lavoro, solo in piccola parte visibile: il suo operato è volto a rafforzare i legami con la parte che amiamo definire “virtuosa” della ns. categoria, quella parte capace di crescere e rappresentare quel cambiamento che l’intera categoria dovrebbe attuare. I tempi, infatti, non ci consentono più di schierarci con tutti, perché i “tutti” non sono certo schierati con noi.

  15. Caro Fulvio,
    Non cercare di farmi credere che la giustizia pende dalla parte degli ingiusti.
    Si riccordi immagino se la memoria non ti tradisce che tu mi hai definito “un integralista” aggettivo a cui ci tengo moltissimo perche tu hai ammesso che almeno Io credo ai miei principi lontani ed alieni ad ogni sfruttamento commerciale di una ADV. Le associazioni SI POSSONO criticare quanto in ogni caso, come scrivete voi, rappresentano solo il 20% delle ADV e nessuno ha mai visto le loro reali qualifiche commerciali. Tu lo sai benissimo che vengono eletti perche accettano quanto mille altri rifiutano. Questa non è maggioranza ma ti do atto che tante ADV, la maggioranza, vivonio fuori della realtà, quella che tu senza’altro hai sempre professato di stare alla sua parte. Lasciate gli indefesi venire da me. Non voglio assolutamente polemizzare con te, persona che stimo, ma spero di stuzzicarti di intraprendere concretamente la via della lotta. Sono sicuro che l’adesione ad una tua mossa sara seguita.
    Ma forse sbaglio indirizzo.

  16. Caro Fulvio,
    Ho dimenticato.
    Perche non mi aiuti a preparare l’esposto tramite i tuoi avvocati almeno cosi risparmio la spesa.
    Uno per il garante ed uno al Consiglio d’Europa per i diritti del cittadino.
    Non ho nessun problema di firmarli ed inviarli.
    Cosa ne pensi???

  17. PRECISAZIONE;

    avete mai pensato se tutti gli agenti 1 mese, 1 solo mese non emettessero nessun biglietto… ?? crollerrebbe questo Mondo di Cartone con il BSP a ZERO in 1 solo mese…
    sforzo che ogni agenti medio-piccolo potrebbe sopportare tranquillamente… avete mai pensato che finimondo ne succederebbe… chi ci aggredisce quotidiamente sarebbe in grado di resistere 1 mese a ZERO (1 solo mese) io credo di no…

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