Poco elegante, ma il detto rende perfettamente l’idea: quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito e non la luna.

La vicenda Kilimangiaro che tanta indignazione ha suscitato negli agenti di viaggio è, chiaramente, il dito che indica la luna. Infatti, la vecchia trasmissione di Rai 3 non è nuova a uscite di questo genere. Da dieci o quindici anni a questa parte, forse più, periodicamente i suoi conduttori se ne escono con commenti poco lusinghieri nei confronti del comparto agenziale o con l’invito a prenotare on-line facendo a meno delle preziose prestazioni dei professionisti del settore, principalmente per risparmiare soldi. Un atteggiamento in linea con l’orientamento politico del canale d’informazione che non stupisce per nulla ma che lascia, tuttavia, il tempo che trova.

Ci s’indigna? Si organizzano manifestazioni e flash-mob? Si vuole davvero farli smettere? Ebbene si quereli la testata, se si ritiene che ci siano gli estremi. Gli si scriva, diffidandoli a fornire ancora informazioni false o errate, se così è stato, perché sull’invito a fare a meno delle agenzie di viaggi non sono certo quelli del Kilimangiaro in prima linea. Anzi, probabilmente sono in coda alla lista rispetto, ad esempio, alle compagnie aeree che spingono quotidianamente l’utenza alla prenotazione diretta offrendo condizioni commerciali più vantaggiose con l’intento di bypassare gli agenti di viaggio.

In realtà oggi lo fanno anche molti tour operator, più o meno velatamente, ma qui il problema è molto più vasto.

Ciò detto, sarebbe bene che il mondo delle agenzie tornasse a rivolgersi ai veri problemi che affliggono il settore, ricominciando a osservare la luna lasciando perdere il dito.

Risoluzione 890 IATA. Siamo di fronte a una procedura che potrebbe influire negativamente sull’attività delle agenzie di viaggi ben più di diecimila trasmissioni televisive. Ma, come al solito, la problematica passa quasi inosservata nel settore.

La Risoluzione 890, in realtà, è già in VIGORE DALLO SCORSO PRIMO DI MARZO, e prevede che l’agente di viaggio, o soggetti ad esso collegati, non possa/possano usare la PROPRIA CARTA DI CREDITO PER ACQUISTARE BIGLIETTI AEREI in favore dei propri clienti se non dietro ESPRESSA APPROVAZIONE DEL VETTORE.

È del tutto evidente che le compagnie aeree non stanno facendo altro che cercare ancora di risparmiare soldi (che poi magari sprecano in mille modi diversi) scaricando il costo del servizio sempre e come al solito, sulle spalle di chi invece produce il 90% delle loro transazioni.

Se applicata, le CONSEGUENZE di tale iniziativa sarebbero devastanti: già due vettori, TAP e Air Europa, hanno espressamente diffidato per iscritto gli agenti di viaggio all’uso delle proprie carte di credito, pretendendo che l’acquisto venga effettuato con la carta del cliente, o in forma cash. Altri vettori non assumono ancora posizione, restando a guardare alla finestra, ma se gli si fa una precisa richiesta, telefonicamente negano espressamente l’autorizzazione.

QUESTA È ESATTAMENTE UNA DI QUELLE INIZIATIVA DI CUI SI PARLAVA PRIMA, CIOÈ VOLTA A METTERE FUORI GIOCO IL CANALE AGENZIALE E A DIRIGERE LE PRENOTAZIONE SULL’ON-LINE.

Infatti, il divieto è relativo solo alle TRANSAZIONI BSP, non di certo all’acquisto diretto sui siti dei vettori. Chi va sul sito della compagnia aerea, può acquistare tutto ciò che desidera utilizzando qualunque carta di credito, purché possieda sufficiente plafond. Nessuna restrizione in quel caso.

Si potrà ben comprendere che si tratta di una DISCRIMINAZIONE COMMERCIALE a tutti gli effetti che non è sfuggita all'AIAV che, mentre il dito indicava la luna e tutti gli sguardi puntano nella direzione sbagliata, ha agito pesantemente citando in tribunale la IATA con un procedimento d'urgenza ex art. 700 c.p.c., con l’intento di farsi dire da un arbitro, un GIUDICE TOGATO, in questo caso, se tale direttiva sia o meno applicabile in Italia.

Innanzi tutto è bene sottolineare che se la Risoluzione fosse applicata da tutti i vettori indistintamente, il servizio fornito fino a oggi dai consolidatori di biglietteria alle agenzie NON-IATA, cambierebbe radicalmente perché, dovendo emettere cash il 90% della biglietteria, crescerebbe spropositatamente il valore delle garanzie fidejussorie. Di conseguenza, il servizio non potrebbe essere fornito gratuitamente, così com’è oggi nella maggior parte dei casi, ma con un aggravio di costo che probabilmente non sarebbe inferiore al quattro, cinque percento del valore del biglietto, pari all’incirca a quanto mediamente incide il valore del cash in termini bancari.

A ciò si aggiunga il problema di dover pagare con bonifico bancario le transazioni, operazione lenta e dispendiosa che spesso non permette di servire il cliente istantaneamente prima della scadenza del time-limit imposto dal vettore, pena l’aumento del valore del biglietto.

Ne consegue che già da oggi, essendo la 890 IN VIGORE, gli AdV dovrebbero mettere CONSISTENTEMENTE mano al portafogli.

In quest’ambito, l'AIAV ha ritenuto che, secondo la legge italiana che obbliga gli esercenti ad accettare transazioni con carta di credito, la risoluzione IATA presenti aspetti palesemente illegali e discriminatori perché, innanzi tutto, la direttiva riguarda solo le agenzie di viaggi creando un’alterazione della concorrenza e del mercato, incentivando persino l’uso dei contanti che, a sua volta, è limitato per legge.

Da sempre in prima linea contro qualunque forma di abuso, l’ufficio legale dell'AIAV lavora da mesi sulla vicenda e ha deciso di agire a tutela dei propri associati nelle competenti sedi per dirimere una controversia che rischia di danneggiare gravemente tutte le agenzie di viaggio italiane.

Per restare in tema IATA, c’è ancora poca chiarezza in merito al protocollo PCI-DSS, e ciò probabilmente a causa di informazioni incorrette o parziali che sono state fornite al comparto e che, anche in questo caso, rischiano di pregiudicare gravemente l’operato delle agenzie.

In un paese dove solo un automobilista su otto allaccia la cintura di sicurezza alla guida, tranquillizzare il settore significa soltanto invitare quell’uno a non allacciare la cintura perché tanto non ci sono in giro pattuglie della polizia stradale.

Non è così, e lo ribadiamo.

L’adozione dei sistemi di sicurezza nella TRATTAZIONE E CONSERVAZIONE DELLE CARTE DI CREDITO è obbligatoria per TUTTI, agenzie IATA e non IATA, e non esiste nessuna deroga in proposito come erroneamente fatto credere al settore minimizzando l’evento.

Le agenzie IATA che non si sono adeguate entro i termini indicati, stanno ricevendo in questi giorni l’invito a produrre urgentemente la documentazione o, in alternativa, a fornire l’attestazione che non emettono biglietteria con carte di credito dei clienti. In difetto, l’agenzia riceverà un AVVISO DI IRREGOLARITA’. Finora solo un’agenzia su otto – come per gli automobilisti – si è adeguata.

Non è chiaro che cosa accadrà alle agenzia irregolari perché, è bene sottolinearlo ancora una volta, il protocollo PCI-DSS NON E’ UN’INIZIATIVA IATA, ma del consorzio mondiale dei gestori di carte di credito. Sta quindi ad esso l’adozione di specifiche iniziative nei confronti di chi risulti inadempienti, e non ci è dato di sapere al momento quali saranno, né come e quando saranno messe in pratica.

L’invito rivolto alle agenzia IATA è quindi quello di METTERSI IN REGOLA se si intende proseguire con la normale attività, senza confidare in proroghe che rischiano di danneggiare la regolarità delle attività.

In questo stesso ambito, le agenzie NON-IATA ritengono, erroneamente anch’esse, di non essere soggette all’adozione delle medesime misure di sicurezza, ma si sbagliano perché, come detto poc'anzi, la normativa è obbligatoria per tutte le attività commerciali in genere. L’effetto più diretto che l’agenzia NON-IATA potrebbe subire in caso d’inosservanza, è la sospensione dei propri contratti merchant, cioè del servizio di incasso per mezzo POS (obbligatorio per le attività commerciale sin dal 2016) e l’inibizione dell’accesso su siti o piattaforme professionali.

Per essere più chiari, quelli che utilizzano WINDOWS XP e WINDOWS VISTA, non potranno ad esempio più accedere al sistema di prenotazioni SABRE dal mese di giugno 2018 (ormai dietro l’angolo) e non vi è motivo di ritenere che la stessa iniziativa non sarà adottata dagli altri GDS. Pure in questo caso non ci è dato di sapere quale potrebbe essere l’atteggiamento del consorzio PCI-DSS verso gli inadempienti, ma l’invito è sempre lo stesso, cioè a essere quell’uno che allaccia la cintura piuttosto che trovarsi tra gli altri sette.

Ultimo, ma non per questo meno importante, è il nuovo Regolamento GDPR, cioè General Data Protection Regulation, DIRETTIVA EUROPEA che cambia le regole sul trattamento dei dati personali e introduce nell’ordinamento nuovi obblighi giuridici.

Enti pubblici, professionisti e imprese, tra cui le agenzie di viaggi, sono obbligati ad adeguarsi entro il 25 maggio 2018. Le sanzioni per l’inosservanza sono altissime, arrivando fino a 20MILA euro oppure al 4% del valore del fatturato. Ed è del tutto logico, come in genere accade in Italia, che in un primo periodo le imprese (più che gli enti pubblici o i professionisti) saranno soggette a controlli a campione. È bene pertanto porre la giusta attenzione a questa scadenza perché i criteri bisogna adottarli sul serio.

Il consiglio rivolto alle imprese è quello di farsi supportare da professionisti tanto nel caso del GPRD che del PCI-DSS se non si possiedono le competenze necessarie a certificarsi in proprio. Le certificazioni dovranno essere rinnovate annualmente pertanto l’ultimo consiglio è quello di tenere sempre allacciata la cintura di sicurezza per evitare di sbattere il muso contro il parabrezza e, se proprio si deve guardare da qualche parte, si osservi la luna e non il dito.

Dr. Dario Nicola Scuto

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