Sempre più spesso ci giungono richieste di chiarimenti da parte degli AdV che chiedono se sia corretto o no, da parte dei T.O., addebitare all'agenzia una percentuale sul costo del pacchetto turistico pagato con carta di credito, e la risposta è – o dovrebbe essere – no. Assolutamente no.

Ma, ovviamente, ci sono alcune considerazioni che vanno fatte per non cadere in errore.

Partiamo dicendo che il rapporto contrattuale è tra il consumatore e l’organizzatore (il T.O.) e, in questo rapporto, l’AdV rappresenta il “venditore”, il soggetto che intermedia tra le due parti. Pertanto diciamo che le clausole contrattuali stabilite dal T.O. generano una serie di diritti e doveri per e del consumatore, tra cui uno – importantissimo - è relativo al pagamento del saldo del pacchetto, sempre regolato da scadenze che devono essere rispettate rigorosamente.

Ne consegue che il cliente deve pagare il saldo del pacchetto nei termini stabiliti dal tour operator per evitare che quest’ultimo – dovendo incassare all’ultimo momento – si premunisca da qualsiasi problema chiedendovi di pagare con la carta di credito, addebitandovi percentuali che andrebbero addebitate al consumatore.

Infatti il T.O. non può addebitare un sovrappiù al cliente per il ritardo, ed è cosa risaputa che in nessun caso il venditore può addebitare somme al cliente in presenza di pagamento con bancomat o carta di credito. Chiedendo una percentuale sull'incasso con questa modalità, il T.O. vi sta (in un certo qual modo) infliggendo una punizione per non aver incassato e pagato in tempo utile (scadenza) quanto dovutogli.

Ma non è mica colpa nostra se il cliente non paga mai allo scadere del termine…”, direte voi, e con tutte le ragioni. Ma se voi avete le vostre, anche il T.O. ha i suoi buoni motivi per lamentarsi, visto che la ruota dei pagamenti gira anche per lui. Come evitare quindi che la vostra agenzia "paghi pegno" quando il cliente non rispetti le scadenze contrattuali? Vediamo…

Prima di giungere al 30° giorno prima della partenza (momento generalmente stabilito per il saldo) ricordate al cliente la scadenza con una mail; se non ottiene il risultato sperato, inviatene una seconda due o tre giorni dopo, facendo attenzione a che l’acconto incassato sia sufficiente a coprire le eventuali penali. Poi, arrivati a -25/-23 giorni alla data di partenza, scrivete al T.O.: “Vi informiamo che il sig. ROSSI (estremi della pratica) non ha ancora provveduto al saldo della prenotazione. Attualmente le penali sono garantite dall’acconto a nostre mani. Fateci sapere se intendete ANNULLARE la prenotazione o se è vostra intenzione mantenerla viva. Nel caso decidiate di annullarla sarà nostra premura trasmettervi l’acconto già incassato al netto delle ns. spettanze che ci indicherete, mentre se deciderete di mantenerla vi informiamo che non ci riterremo responsabili dell’eventuale aumento delle penali a fronte di una successiva cancellazione, né accetteremo addebiti qualora si giunga alla necessità di pagarvi con carta di credito”.

In questo modo trasferite la responsabilità della decisione al soggetto – il T.O. - che ha titolo per farlo, accettandone vantaggi (la definizione seppure tardiva di una pratica che rappresenta un guadagno) o svantaggi (un possibile annullamento tardivo con penali non più coperte dall’acconto o un pagamento tardivo senza possibilità di recupero dei costi relativi).

Passiamo ora alle prenotazioni “sotto data”: qualora vi capiti di trovarvi nella situazione di dover confermare la prenotazione di un cliente pochi giorni prima della partenza, e l’operatore sia uso “stornare” una parte della vostra commissione per coprire i costi d’incasso con carta di credito, precisate all’atto della prenotazione – ribadendo immediatamente (prima di ricevere E/C) con una mail – che non accetterete decurtazioni dalle vostre commissioni per via del pagamento. In fin dei conti, se il cliente prenota tardi non è certo per vostra decisione. Quindi, se il T.O. esige il pagamento del “sotto data” con carta di credito, la percentuale – qualunque essa sia – la chieda al cliente. O rifiuti la prenotazione... (voglio proprio vedere...)

Diverso è se la vostra agenzia incassa in tempo utile ma decide di pagare all’ultimo momento: in questo caso, e qualunque sia il motivo che vi spinge a farlo, accettate senza lamentarvi l’addebito che vi viene imposto dal Tour Operator perché è giusto sia così.

L’agente di viaggi ha il diritto di dire NO a tutte quelle iniziative che, ingiustamente, lo penalizzano, ma ha il dovere di mantenere sempre e comunque un comportamento corretto nei confronti sia del consumatore che del partner commerciale, ben sapendo che non si possono sempre piegare le regole a proprio vantaggio.

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